I Ching di Ernst Bernhard

I Ching di Ernst Bernhard

Tra il 1945 e il 1965, Ernst Bernhard esercita la sua professione di psicoterapeuta a Roma, coinvolgendo i suoi pazienti in un cammino “eterodosso” che più volte si rivolge all’antico libro divinatorio cinese I Ching. Una pratica difficile da accettare per i colleghi e gli allievi, disorientati, imbarazzati da tale eterodossia in ambito scientifico. Bernhard ritiene invece che I Ching sia di naturale importanza - aderenza - nel cammino di vita, suo, dei pazienti e degli allievi. Basandosi sulla traduzione di Richard Wilhelm, introduce il testo in Italia (ispirando la prima famosa edizione a cura della Astrolabio), ne approfondisce le interpretazioni e le assimilazioni da parte di studiosi e maestri taoisti: ne detta il personale commento alla scrittrice Carla Vasio: in continua ricerca, Bernhard incontra ad Eranos - là dove Jung aveva formato un ponte di studio e riflessione tra l’Oriente e l’Occidente - il commento a I Ching di Ho-Shang-Kung, “d’interpretazione minoritaria rispetto a quella tradizionale confuciana”, essenziale e conciso. Così Bernhard decide di elaborare il proprio commento, proprio in quanto d’individuale ricerca…

Il rapporto tra I Ching - trigrammi di linee continue e spezzate a opera dell’Imperatore Giallo Fu Xi - ed Ernst Bernhard, cresciuto nella Berlino vibrante degli anni ’20, poi passato attraverso la guerra, la prigionia e l’internamento a Ferramonti, quindi a Roma grazie all’intervento dell’archeologo e orientalista Giuseppe Tucci, in compagnia della moglie Dora Friedlaender: Luciana Marinangeli, curatrice del testo, intreccia il percorso di Bernhard con le influenze dell’antico libro cinese nel contesto europeo, con il lavoro di Carl Gustav Jung (Bernhard come il “traghettatore di Jung in Italia”): qui l’astrologia, l’interesse per le ”cose insolite” e i convegni di Eranos sul Monte Ascona; il lavoro della Marinangeli (allieva dello junghiano Mario Moreno, a sua volta allievo critico di Bernhard) fa così da precisa cornice alle parole dello stesso Bernhard, che in quel ricco ventennio fu psicoterapeuta - tra scrittori, poeti, registi, industriali e altri ancora - di Federico Fellini, il quale tornerà lungamente su Bernhard nel suo Libro dei Sogni.



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