I consolatori

I consolatori
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Laurence Manders ha l'assurda mania di notare i dettagli più strambi vedendo cose che non dovrebbe. Sono proprio queste doti di straordinario osservatore a far nascere in lui il sospetto che sua nonna Luisa sia coinvolta nelle attività di una banda. Di queste scoperte scrive nella lettera a Caroline, la sua fidanzata da poco convertita alla religione cattolica. Lei si è ritirata nella comunità di Santa Filomena per cercare di riposare i suoi nervi a pezzi. Ma la responsabile di questo centro è la signora Hogg, “una serpe” mandata lì dalla caritatevole madre di Laurence, e il suo atteggiamento contribuisce nella fuga di Caroline dalla comunità. Anche a Londra, però, Caroline non si sentirà meglio, anzi quella sera a casa inizierà a “sentire le voci”, un coro accompagnato da una macchina da scrivere che descrive, come in un romanzo parallelo, le sue azioni e i suoi pensieri. Nel panico della scoperta di questa nuova evoluzione della sua malattia nervosa, quella sera Caroline cerca rifugio dal barone Stock, libraio intellettuale, cultore del satanismo, che scopriremo implicato nella banda di nonna Luisa...
I consolatori è il romanzo d'esordio di Muriel Spark, scrittrice scozzese che iniziò la sua carriera solo dopo la conversione al cattolicesimo, nel 1954. Il personaggio di Caroline, anche lei da poco passata alla fede cattolica, con la sua condotta austera e mai compassionevole - spesso sarcastica, ci dice molto sull'autrice, sulla sua critica a quei credenti “perdutamente innamorati della propria immagine tragica”. Con la sua scrittura leggera e raffinata, la Spark ci permette di entrare pian piano nella trama piena di imprevisti e scoprire la storia di questi personaggi legati l'un l'altro da un filo narrativo che cuce insieme le loro particolarità. Accompagnati dalle voci e dal ticchettio della macchina da scrivere che Caroline sente “come se uno scrittore che vive su un piano esistenziale parallelo stesse scrivendo una storia su di noi”, assistiamo al fluire della trama, spiazzati e sorpresi, passando da un personaggio all'altro. A volte ci troviamo come in un film, a guardare scorrere i titoli di coda, quando l'autrice specifica che “tutti i personaggi del romanzo sono immaginari, e ogni riferimento a persone esistenti è puramente casuale”. Oppure quando, come in un film, ascoltiamo i commenti della voce narrante che a volte 'esce' dalla descrizione dei fatti ed esprime il suo giudizio sull'avanzare della trama. Allora - e solo allora - ci rendiamo conto che il mistero sapientemente costruito ci verrà svelato solo se rimarremo incollati fino all'ultima pagina.

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