I dùrmienti

I dùrmienti

Da quando è successo tutto quanto la casa è diventata un vero e proprio camposanto. Non ha mai visto sua madre così tanto triste. Vincenzo va avanti e indietro di continuo, pare un leone in gabbia e dice che non si può tirare a campare in quella maniera, come bestie alla catena, e senza Ettore e Marilena c’è troppo silenzio, quella cosa strana che non puoi né vedere né toccare ma ti si appiccica addosso… La storia di ogni casa reca con sé un odore, come un essere umano il proprio DNA… Saverio, Natale e Pino alzano i piedi e hanno scarpe da ginnastica bianche con due strisce blu cucite di lato… Il tema si intitola “Parlami del tuo migliore amico”. E il suo migliore amico si chiama Fox. Tutti pensano che sia un nome strano per un bambino, ma Fox è speciale, non può avere un nome normale. Tutti lo invidiano, lo protegge sempre ed è coraggioso, anche perché sa fare ogni cosa da solo. Del resto, a differenza sua, non ha né la mamma né il papà…

Francesco Delle Donne, vincitore della quindicesima edizione del concorso premio Inedito Colline di Torino proprio con questa raccolta di sei racconti, vive a Torino ma è profondamente legato a Napoli. Non solo, con ogni evidenza, perché si tratta semplicemente della città nella quale è nato e alla quale ha dedicato la sua tesi di laurea in sociologia della metropoli, in cui la definisce felicemente e vividamente un purgatorio, né inferno né paradiso, bensì un luogo dove si incontrano anime in cerca di redenzione, vittime e carnefici che spesso si scambiano il ruolo, ma soprattutto perché, leggendo, pare rappresentare per lui una vera e propria Heimat, come direbbero i tedeschi, con termine intraducibile che può soltanto vagamente avvicinarsi al concetto di patria. Questo legame intimo e fortissimo si palesa nella sua prosa potente, ampia e variopinta, che dà vita a una Napoli molto vera, concreta, tangibile, ironica, sanguigna: sembra di camminarci davvero in mezzo. Al tempo stesso è immaginaria e immaginifica, lirica e onirica, allegorica, sublimata, dormiente, appunto, sopita come il vulcano che la sovrasta e che si teme un giorno torni a eruttare: e dormienti sono anche i protagonisti di queste narrazioni, uomini, donne, cani, persino, che d’improvviso si ribellano a quello che sembra essere il proprio destino segnato e, ognuno a suo modo, ne diventano padroni.



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