I delitti di uno scrittore imperfetto

I delitti di uno scrittore imperfetto
Frank Føns, quarantasei anni, è autore di romanzi thriller ormai di consolidata fama internazionale. Da quando ha divorziato da Line, vive tutto l’anno appartato nella residenza di villeggiatura a Rageleje, sulla costa settentrionale della Danimarca, dove le ore della giornata trascorrono scandite dai ritmi della scrittura e da una smodata inclinazione all’alcol. E dove, di tanto in tanto, tornano, a rendergli visita i ricordi dei propri trascorsi esistenziali. Il suo ultimo libro Zona pericolo non è ancora stato messo in commercio; ma l’omicidio di una giovane donna, rinvenuta cadavere nelle acque del porticciolo di Gilleleje, è stato eseguito copiando in ogni minimo dettaglio dal romanzo. Quante persone hanno avuto accesso al suo manoscritto o hanno ricevuto una copia omaggio del libro fresca di stampa? Ma soprattutto: chi poteva sapere che Kit Hansen, la vittima del testo, nella realtà era Mona Weis, cassiera di una libreria con cui Frank aveva avuto una relazione che risaliva a due anni prima? Giunto alla fiera di Copenaghen, dov’è atteso per l’uscita ufficiale del libro, Franck troverà conferma ai propri sospetti: c’è un lettore che lo perseguita, compiendo gli omicidi che egli ha di volta in volta descritto nelle sue opere…
Mikkel Birkegaard è tornato, dopo il successo di vendite de I libri di Luca, con un thriller di misura classica, sia nell’incatenare il lettore con un perverso crescendo di colpi di scena, sia nel rappresentare passioni e miserie dell’animo umano, che nell’alludere ai meccanismi che quelle passioni e miserie determinano con fredda e inimmaginabile brutalità. A dare movimento e suspense al racconto è la vicenda di uno scrittore incontinente nei suoi eccessi, con il fascino torbido del maledetto e un serio problema con l’alcol, autore di numerosi thriller i cui delitti si trasformano per lui in una tremenda ossessione. La seconda prova dell’autore danese, tuttavia, tradisce più l’ansia di far bene che la capacità creativa, quasi che dopo la prima puntata azzeccata la sorte gli dovesse ancora qualcosa. Si ha come l’impressione che dopo aver avviato il motore narrativo, Birkegaard non sappia come portare il suo gioco fino in fondo, lasciando che precipiti nell’esplosione di una crudeltà senza limiti e priva di una ragione apparente. Scrittura non è solo scorrevolezza ma anche plausibilità. Né approfittare della pazienza del lettore che, a lettura ultimata, non sa ancora se la risoluzione del caso sia lo stessa che aveva in mente l’autore.

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