I diavoli di Zonderwater

I diavoli di Zonderwater
Dal 1941 al 1947 circa 94.000 soldati italiani, caduti nelle mani delle forze anglo-americane nel corso delle disastrose campagne militari in Africa orientale e nel deserto libico, furono tradotti in Sudafrica e rinchiusi nel campo di Zonderwater. Posto su di un vasto altopiano distante una cinquantina di chilometri da Pretoria, il campo di prigionia assunse - a mano a mano che affluivano i detenuti - la fisionomia di un autentico territorio urbano diviso in 14 rioni collegati da trenta chilometri di strade. Una cità dotata di case in muratura, due ospedali con 3000 posti letto in cui gli ufficiali medici italiani effettuarono interventi operatori anche su cittadini sudafricani, quindici scuole dove 9000 analfabeti impararono a leggere e scrivere e 2500 presero il diploma elementare, biblioteche continuamente rifornite e una rivista settimanale dal titolo “Tra i reticolati”. E poi laboratori artistici e artigianali, chiese e teatri, campi da tennis, pallavolo e pallacanestro, sale da scherma, ring per incontri di pugilato e soprattutto 16 terreni di gioco su cui vennero disputati veri e propri campionati di calcio…  
Denso di informazioni, aneddoti e dettagli ricavati da un lungo sforzo di ricerche condotte tra interviste agli ultimi reduci  e consultazioni di documenti forniti dai discendenti, I Diavoli di Zanderwater ha il pregio indiscutibile di colmare una profonda lacuna storiografica. Scritto con stile appassionato e coinvolgente, il libro di Carlo Annese - caposervizio de La Gazzetta dello Sport e autore di una biografia di Jury Chechi - costituisce di fatto il resoconto più autorevole ed esauriente mai scritto prima sugli avvenimenti del campo di prigionia alleato, in cui venne recluso il più alto numero di soldati italiani durante la Seconda Guerra Mondiale. Utile come reference, non manca di spunti interessanti, a partire dalla scelta di condurre la trattazione in un senso dichiaratamente narrativo, che attraverso la ricostruzione di alcune vicende individuali, dalla mezz’ala del Torino Giovanni Taglietti al terzino sinistro della Juventus Araldo Caprili, dai pugili Giovanni Manca e Gino Verdinelli al baritono Gregorio Fiasconaro (padre di quel Marcello Fiasconaro che deterrà a lungo il record mondiale di atletica sugli 800 metri), restituisce dignità umana a un’intera generazione di nostri connazionali, sottraendola alla memoria perduta della nostra storia.

Leggi l'intervista a Carlo Annese

 

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER