I diritti della Natura

I diritti della Natura
Le nostre società sono inquadrate in un fitto e complesso reticolato di leggi, regole, decreti che dovrebbero garantire alcuni diritti fondamentali della specie umana, tra cui in primis quello alla sopravvivenza. In quest'epoca martoriata da ecomafia, zoomafia, carbon trading e disastri (doli) ambientali, ci si trova (in molti ormai) a riflettere su quanto “diritto” abbia la nostra specie di interagire in questo modo con la Terra e gli altri sistemi che la abitano, e su come si possa tutelare la Natura dai soprusi troppo spesso perpetrati ai suoi danni. Perché “per qualsiasi altra modalità non umana non esiste alcuna garanzia di diritti né protezioni”. “Questo libro parla di come si potrebbe cominciare a ripensare al modo di istituire e regolare le nostre società per dare una regola alla nostra specie, in grado di rispecchiare la nostra responsabilità e per giocare un ruolo reciprocamente migliorativo all'interno della più ampia comunità della vita sul pianeta”. Superare la falsa dicotomia tra “selvaggio” e “legge”, tra “natura” e “civiltà”, di newtoniana discendenza. La legislazione attualmente a tutela dell'ambiente o di altre specie viventi “non attribuisce dei diritti ai non umani, bensì restringe alcuni aspetti del comportamento umano, generalmente per assicurare che altri esseri umani possano continuare a godere di aree e creature selvagge”; è fondamentale invece comprendere che ogni sistema vivente ha diritto a esistere e autodeterminarsi esercitando il proprio ruolo nell'ecosistema. Nel settembre 2008 lo ha recepito il popolo dell'Equador che, a furor di referendum, ha adottato una Costituzione che riconosce alla Natura diritti di esistenza e di conservazione dei propri cicli; nell'aprile 2010 è stato il turno della Bolivia, che ha emanato una “Dichiarazione Universale dei Diritti della Madre Terra”...
Cormac Cullinan è, a livello mondiale, uno degli interlocutori chiave per il lavoro sui cambiamenti giuridici necessari per affrontare le emergenze ambientali. Avvocato ed esperto di governance, è il difensore numero uno di Madre Terra. Forse si arranca un po' in alcuni passaggi del suo libro, più agili senz'altro a chi mastica diritto e legge, ma mai si è abbandonati dalla percezione dell'amore di quest'uomo verso la Natura – innamorato sì, e consapevole di esser stato fortunato a nascere e crescere in un luogo così wild come il Sudafrica. Amore, commozione e senso del sacro accompagnano una trattazione molto competente ma mai affettata, anzi equilibrata e attenta a prendere in considerazione più punti di vista. Consensi da parte dei sostenitori dell'ecocentrismo, qualche dubbio da parte di chi ha una visione più meccanicistica: di sicuro suscita anche questo, come ogni altro documento che si presti a trattare di questi temi. Siamo ancora lontani dal cammino di consapevolezza indicato dall'autore, ma ci stiamo armando per partire. É quindi auspicabile che le fila di testi in ambito giuridico su problemi ecologici s'ingrossino arricchendosi sia di trattazioni più specialistiche sia di volumi un po' più low-profile. L'opera di Cullinan comunque si ascrive a pieno titolo tra i capostipiti più validi di tale genere, che forse si può ritenere un complemento, ancora da foraggiare, alla Weltanschauung tratteggiata dagli scritti di Fritjof Capra.

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