I figli del capitano Grant

I figli del capitano Grant
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Lord Glenarvan, in viaggio con la moglie Elena sul “Duncan”, il suo yacht agile e solido insieme, trova nel ventre di uno squalo catturato in mare una bottiglia in cui è racchiuso un messaggio del capitano Grant, vittima di un naufragio, che implora salvezza. Il messaggio, però, deteriorato dal tempo e sbiadito dall’acqua salata, non è chiaro. Due elementi sono comprensibili: la data, 7 giugno 1862, e la latitudine di 37°. Glenarvan decide di partire comunque alla ricerca del naufrago e porta con sé i figli del capitano, la graziosa Mary e il piccolo Robert, insieme a un equipaggio scelto e al bizzarro ma eruditissimo geografo Paganel, che si rivelerà un elemento prezioso per la spedizione, pur essendo salito casualmente e solo per sbaglio sul “Duncan” anziché su una nave diretta in India. Lord Glenarvan e i suoi compagni di avventura si dirigono dapprima verso l’America del Sud, poi, aggiustando di volta in volta la rotta vanno verso l’Australia e le isole del Pacifico. Durante il lungo e avventuroso viaggio si rende infatti necessario rivedere più di una volta, alla luce dell’esperienza, l’interpretazione del messaggio di Grant. Difficoltà e vicissitudini non solo per mare, ma anche per terra, sembrano sempre più minare le speranze dei protagonisti e li fanno dubitare sulla possibilità di un esito favorevole per la loro missione, finché, a un certo punto, si verifica un imprevisto...

La ricerca del capitano Grant conduce il lettore in un epico e indimenticabile viaggio attorno al mondo. Con i protagonisti del romanzo egli solca gli oceani, attraversa la Cordigliera delle Ande, si addentra nei boschi di eucalipti dell’Australia, si imbatte nel popolo dei Maori. Il viaggio non è soltanto il frutto di una fantasia originale e inesausta, ma è anche l’esito di studi e ricerche, che condussero Verne a utilizzare tutte le possibilità e le scoperte geografiche e scientifiche del suo tempo, realizzando un sorprendente intreccio tra scienza e fantasia. Le meraviglie della natura e l’esplorazione dei più diversi ambienti naturali diventano elemento essenziale nell’intreccio del romanzo in cui un piccolo gruppo di personaggi determinati e audaci non si sottrae mai alle prove che, man mano che il viaggio procede, gli tocca di superare. Coraggio e paura, slanci generosi e momenti di sconforto, tratteggiano le caratteristiche psicologiche dei diversi protagonisti, rivelando, anche in questo campo, le straordinarie capacità narrative di Jules Verne, scrittore che, in compagnia dei fantastici personaggi dei suoi libri, affrontò non solo numerosi viaggi sulla superficie della terra, ma si spinse anche negli abissi marini e salì nello spazio. Troviamo nel romanzo una ricchezza di particolari, di situazioni e di descrizioni che, forse, per il lettore contemporaneo - abituato ormai ad avere tutto il mondo sotto gli occhi e a solcarne agevolmente strade e cieli - può avere perso un po’ la dimensione della meraviglia e dell’inedito. Ma quella dell’avventura e del sogno rimane intatta.



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