I gelsomini fioriscono al tramonto

I gelsomini fioriscono al tramonto

Widjan, la Petite, è la sesta di sei figli e vive in una frazione di Graïïba, a sud di Sfax, in Tunisia. Il padre Alì,Lenk, detto Alì lo zoppo lavora su un peschereccio ed è sempre assente, la madre Fatma è sempre triste. La famiglia di Widjan è numerosa. Nonostante le difficoltà lei è fiera di ciò che ha, lo è ancora di più dopo la nascita di Mohamed, detto Momo, il fratello più piccolo del quale lei si prende cura e con il quale crea un rapporto molto stretto. Gli anni nella piccola frazione di Graïïba passano e la ‘Petite’, diventata adulta, scopre misteri della sua grande famiglia fino a quel momento tenuti nascosti. A farla crescere rapidamente sono le scoperte del passato del padre come attivista sindacale negli anni ‘70, il triste matrimonio della sorella Samira costretta a restare al fianco di un uomo violento, la forza del fratello di allontanarsi dalla Tunisia per raggiungere Lampedusa e l’Italia, un Paese in cui lui è certo di trovare più fortuna. Intanto Widjan decide di frequentare l’università, scelta che la porta ad allontanarsi dalla sua casa e dalle sue abitudini, ma è proprio grazie a questa decisione che diventa adulta e si scontra con la realtà della società, in particolare nel periodo della Rivoluzione...

I gelsomini fioriscono al tramonto è un romanzo di formazione, una storia diversa tra molte simili, e proprio per questo coinvolgente. Il linguaggio che Alessandra Comerio - vincitrice della quinta edizione del concorso IoScrittore - utilizza è semplice, descrittivo quanto basta per immergerci completamente nel racconto. Più le pagine scorrono, più ti senti rapito da una storia che non è certo fatta di avvenimenti semplici: lla scoperta del passato del padre che destabilizza la giovane protagonista, il matrimonio della sorella, la rivoluzione, il periodo universitario, tutti elementi che l’autrice riesce a narrarci con facilità, con naturalezza. In alcuni passaggi importanti ci immedesimiamo in Widjan: quando ha paura, quando è felice, quando aspetta in trepidazione il padre ci sentiamo un po’ lei perché è un personaggio reale tridimensionale, per niente “costruito”, una bambina come tante ma con una storia unica. Una bambina che diventa il simbolo del destino del suo Paese, che cresce e si trasforma in un continuo oscillare tra passato e futuro, proprio come Widjan e la sua famiglia, tra scoperte e avvenimenti inaspettati.



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