I giorni del silenzio

I giorni del silenzio

Kirsten ha 9 anni e vive in una fattoria con tutta la famiglia: nonno, padre, madre, fratello e sorella. È la più piccola, ma osserva sempre tutto ciò che la circonda. Le sue giornate sono scandite dal ciclo biologico della vita: nascita e morte si alternano, come è naturale. Gli animali nascono, crescono e muoiono. Così come le piante. E le persone. Tutto rispetta il ciclo della natura. La famiglia di Kirsten è modesta. Vive di raccolto e pascolo. Anche se la vita quotidiana ogni tanto risulta difficile, è una famiglia unita. Johnny, il fratello di Kirsten, è il fiore all’occhiello, una promessa dello sport, un ragazzo impegnato, onesto, umile. Così come l’hanno educato i suoi genitori. Ha 17 anni ed è quasi un uomo. Frequenta da un po’ Stacy, una sua coetanea. Kirsten sogna questa unione dal primo momento in cui conosce Stacy, che le ha confidato i suoi sentimenti per il fratello. Kirsten è l’unica a conoscere i piccoli segreti della coppia, litigi inclusi. Eppure le è sfuggito qualche passaggio. Stacy all’improvviso scompare nel nulla durante una bufera di neve. Quella sera era con Johnny. Ma Johnny rientra da solo a casa…

Quanto conosci davvero una persona? È questa la domanda che rimbomba continuamente nella mente di Kirsten, la voce de I giorni del silenzio. Incontriamo Kirsten da adulta, di ritorno nella città dove ha vissuto fino all’età di nove anni. Il romanzo di Paula Treick DeBoard, però, ce la presenta molto velocemente, catapultandoci quasi subito indietro nel tempo. Sfrutta la piccola voce di Kirsten, all’epoca poco più che bambina, per iniziare a raccontarci la storia di una famiglia. La tragedia di una famiglia. Kirsten è l’unica voce narrante, un narratore “omodiegetico”, interno alla storia ma non onnisciente. O quasi. Kirsten osserva, tra il distaccato e il coinvolto, tutto quello che succede intorno, andando spesso oltre la semplice apparenza e lasciandosi andare a supposizioni, intuizioni. Supposizioni e intuizioni di cui ha paura. Sentiamo perfettamente la sua dicotomìa interiore. Da una parte il sentimento viscerale e la totale fiducia nei confronti del fratello, dall’altra il sospetto di non conoscerlo fino in fondo. E se non fosse così come sembra? Un ottimo esordio letterario per Paula Treick DeBoard. Un thriller a tutti gli effetti. Definirlo “coinvolgente” sarebbe scontato o riduttivo. Tenetevi pronti: lo divorerete.



Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER