I giorni della gloria

I giorni della gloria

Caio Mario è anziano ormai, ha quasi sessant’anni. Ma è stato l’ictus, tempo prima, a deformare il suo viso e, purtroppo, “a scavare come un solco nella sua mente”. Lo guarda con amore Julia, sua moglie, ma non può fare a meno di rattristarsi mentre gli carezza la mano e poi si allontana. Le donne lasciano da soli gli uomini, dopo cena, ma tra il vecchio soldato e Lucio Cornelio Silla, ora quarantaduenne, sempre affascinante in maniera inquietante col suo colorito diafano, gli occhi di ghiaccio dalle lunghe ciglia e i capelli d’oro rosso, non c’è più la stessa amicizia affabile del passato. Qualcosa si è incrinato e presto tutto cambierà. Silla, da console, dovrà fronteggiare il pericolo rappresentato in Asia, nel Ponto, da Mitridate e Mario avrà lo spazio per tentare un colpo di mano. Lo spettro delle guerre civili, di conseguenza, si aggira sempre più spaventoso tra le strade di Roma, la città è divisa nettamente in fazioni, ottimati e popolari, lo scontro è imminente. La verità è che la stella di Mario si avvia inesorabilmente al tramonto e quella di Silla non potrebbe essere più luminosa, e la vecchia amicizia – se tale è mai stata davvero e non piuttosto alleanza politica – è destinata a trasformarsi in un odio feroce, senza esclusione di colpi. Intanto si affaccerà presto sulla scena politica Caio Giulio Cesare, destinato a scrivere un nuovo capitolo nella storia di Roma…

Tra intrighi politici, passioni violente, guerre sanguinose, inganni, amori, amicizie e tradimenti la Repubblica si avvia lentamente al declino, e presto saranno uomini come Cesare e Ottaviano Augusto a lasciare il segno indelebile nella Storia. Colleen McCullough racconta questi anni con estrema attenzione alla verità storica, come sempre, e fa parlare i personaggi – ovviamente immaginando le loro voci - cercando l’aderenza ai caratteri così come sono consegnati dalle fonti. Come nel primo romanzo, nella nota preliminare l’autrice ci tiene in maniera particolare a sottolineare la presenza di alcuni ritratti, che lei stessa ha realizzato tenendo conto delle descrizioni fisiche dei protagonisti come sono state tramandate, nei quali ha cercato di far trasparire dallo sguardo, dalle linee del viso, dalla piega della bocca, anche le note caratteriali. A questi ritratti, tra le pagine del corposo romanzo, si aggiungono preziose cartine geografiche che aiutano il lettore a seguire le vicende storiche narrate. Anche questo secondo volume della saga de I Signori di Roma piacerà moltissimo a chi ama i romanzi storici; e una cosa è certa: nessuno racconta la storia di Roma come Colleen McCullough.



 

 

 

 
 
 
 

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