I giovani

I giovani

Alla festa di Lucille ci sono tutti, a scolarsi le bottiglie dei genitori assenti. È il momento di far svoltare anche la serata di Edna, così Lucille le appioppa tal William con una scusa ed esce di scena. Lui, però, ha un tema da fare, cioè, boh che ne so, forse è distratto dalla biondina seduta a terra… Helen si spazzola i capelli, non ha voglia di ascoltare Bobby che le ripete che Eddie ha un lavoro per lei. Dovrebbe andare a sentire, lei però non ne vuole sapere. Magari Bobby ha più fortuna col tema uomini: possibile che lei se la faccia ancora con uno sposato? E con Hanson? Helen torna a spazzolarsi i capelli… Cioè, dice la moglie, che cavolo di momento è questo per partire per la guerra? Cioè, speriamo che almeno che lo mandino a Londra, ottima per lo shopping. Eppure il pensiero di lui va alla zia, sua ultima consanguinea poco sana di mente: come avvisarla? Come dirle della partenza per la guerra? L’unica è affrontarla: pare più consapevole lei della moglie, che in linea di massima, cioè, dovrebbe essere sana di mente…

Ecco tre inediti di Salinger che, nella loro piccola taglia, contengono tutto il Salinger “maggiore”: linguaggio colloquiale, dialoghi evanescenti, personaggi non conclusi. Qui si parla, si parla tantissimo: i tre racconti sono in sostanza tre dialoghi. Si potrebbe dire monologhi? Perché a cercare uno schema, c’è qualcuno che traina la conversazione e qualcuno che tentenna, arranca, tergiversa, con quegli intercalari odiosi da automi che così bene, già negli anni Quaranta, anticipavano lo slang stereotipo di alcuni adolescenti nostri. Salvo poi, nell’inconcludenza di questi confronti dialettici, trovarsi di fronte a piccoli colpi di scena, soluzioni inattese: dalla Edna del primo racconto, che dà una versione completamente stravolta del suo incontro combinato, alla Helen del secondo, che dietro l’apparenza vacua nasconde un comportamento da ape regina, fino alla zia pazza, che alla fine si mostra più lucida dei sani. Come a dire, parliamo e non comunichiamo, con quella vena di amaro sarcasmo tipica di Salinger: non comunichiamo con i nostri amici, con i nostri fratelli, con i nostri coniugi. Siamo dunque così soli?



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