I grandi classici riveduti e scorretti

I grandi classici riveduti e scorretti

1984 è un romanzo distopico di George Orwell che immagina un mondo diviso in tre grandi zone ‒ Oceania, Eurasia ed Estasia ‒ che si contendono il dominio geopolitico mondiale. A Londra, che è parte dell’Oceania, il regime del Socing – una forma estrema di socialismo – ha installato il proprio potere, con a capo il Grande Fratello, che controlla tutto e tutti attraverso delle telecamere. A Londra risiede anche Winston Smith, un funzionario del Ministero della Verità, che disprezza il Socing e si sente un ribelle, seppure apparentemente sia un cittadino impeccabile. La sua vita cambia completamente quando incontra Julie, una ragazza che lavora nel suo stesso Ministero... Harry Potter e la Pietra Filosofale è il primo romanzo della saga che ha reso celebre (ed infinitamente ricca) J.K. Rowling: il primo novembre 1981 un neonato – Harry – viene lasciato davanti la casa dei suoi zii, al numero 4 di Privet Drive, Little Whinging, nel Surrey. Fino al compimento dei suoi undici anni, Harry vive completamente all’oscuro del suo tenebroso passato, tantomeno immagina di essere un mago: così quando la prestigiosa Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts gli invia la lettera di ammissione, rimane di sasso. Gli zii, tuttavia, non sono disponibili a lasciarlo andare e decidono di ignorare le missive, che nel frattempo continuano ad arrivare. Ad intervenire allora è Hagrid, guardiacaccia di Hogwarts, che porta via Harry ai suoi zii e lo introduce per la prima volta nel mondo della magia...

Questi sono, in maniera approssimativa, gli incipit di due tra i romanzi più letti e famosi al mondo. I grandi classici riveduti e scorretti ne contiene altri quarantotto – cito completamente a caso: Il giovane Holden, Jane Eyre, Orgoglio e pregiudizio, Le notti bianche, I malavoglia, Il piccolo principe, La strada, Lo straniero – e, come il titolo di questa raccolta lascia ben trasparire, tutti questi romanzi sono trattati in maniera anticonvenzionale. Innanzitutto la trama è rivisitata in chiave moderna: i fatti rimangono gli stessi, semplicemente qua e là spuntano commenti, letture ironiche e parodistiche che hanno come intento di avvicinare i giovani alla lettura. In secondo luogo, ogni trama contiene almeno un riferimento ad un film e ad una colonna sonora. Questa rivisitazione si rivela tuttavia un’arma a doppio taglio: se da un lato la lettura scorre piacevolmente e spesso e volentieri una risata vien fuori, dall’altro i quesiti che questa impresa pone sono innumerevoli. Davvero è questo un modo di avvicinare i giovani alla lettura? Non si corre il rischio di svilire, di svuotare, di banalizzare dei romanzi che invece dovrebbero solo essere letti, interpretati e vissuti individualmente? Al centro di questi due fuochi c’è però l’idea di base, originale, concepita dagli autori della pagina di Facebook Se i social network fossero sempre esistiti – Francesco Dominelli ed Alessandro Locatelli – che attingono sia dal lessico che dal sottobosco di modi di dire, di parodie che gira in quel fantastico mondo che è il web. La loro pagina conta, al giorno d’oggi, quasi un milione e quattrocentomila follower: se anche solo la metà comprasse questo libro e poi si mettesse a leggere per davvero i romanzi in esso elencati, l’impatto commerciale e culturale di quest’idea sarebbe immenso.



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