I Guardiani

I Guardiani

Il professor Di Giacomo, antropologo sulla quarantina belloccio e quasi totalmente noncurante di tutto anche nell’abbigliamento – fatta salva l’affezione per la cravatta coi colori del circolo nautico a cui è appartenuto in passato ‒ è uno che la sua cattedra di Scienze delle religioni la prende sul serio. O meglio, lui prende sul serio la materia, gli studenti lo disturbano non poco interrompendo le sue ricerche con assurde pretese, tipo preparare la tesi o quisquilie simili. Per fortuna il suo assistente Brazo Moscati riesce a tamponare in qualche modo le intemperanze del titolare. Vero è che quando il Direttore del dipartimento di Scienze antropologiche ed etnologiche dell’Università di Napoli deve assegnare un compito extracompetenze, convoca entrambi. Dal colloquio che segue la convocazione emerge chiaramente che la posizione del Di Giacomo è quantomeno a rischio: troppo concentrato sulle ricerche non istituzionali e poco attento agli studenti. In effetti Marco Di Giacomo più che dell’insegnamento gode dell’accesso alle biblioteche e alle fonti da cui attingere, il suo interesse è equamente diviso fra la storia dei culti antichi e l’amore per la nipote Lisi, a cui da sempre fa da padre e che con lui condivide la passione per le antiche religioni. La missione che Fusco affida ai due docenti, minacciando orribili ritorsioni accademiche, consiste nel fare da chaperon a Ingrid Schultz, giornalista dell’importante rivista scientifica tedesca ”Kultur Zeitung”. La donna ha chiesto espressamente di Di Giacomo proprio per la sua competenza su culti antichi e luoghi sacri…

Ancora Napoli, ai giorni nostri e in tempi antichi ma fondamentalmente senza tempo. Pensando ad antiche religioni, a storie che scorrono nei secoli e oltre rasentando la magia, dovendo indicare dei luoghi ne avrei nominati mille ma non Napoli. E avrei sbagliato. Maurizio de Giovanni, che la sua città la conosce e la ama profondamente, ne svela un volto ignoto ai più. Scopriamo insieme a Marco Di Giacomo – curioso che le iniziali del professore coincidano con quelle dell’autore, no? – una città sotterranea che va ben oltre le gallerie e i siti più noti. “Oltre” e “altrove” sono forse le parole chiave per capire questa storia che è qualcosa di diverso dal fantastico, pur contemplandolo. Oltre le conoscenze, in quell’altrove dove arriva la curiosità supportata da basi scientifiche e antropologiche, oltre il tempo che scopriremo una volta di più essere una convenzione dell’uomo. Non è il primo romanzo in cui de Giovanni affronta il tema Tempo ‒ che comunque non è l’argomento principale ‒ è come lo fa a stupire. Come un esperto pasticciere (e non a caso indico la pasticceria, arte in cui le dosi sono fondamentali) ci serve un piatto prelibato in cui Storia, Religione, Magia e Fantascienza sono amalgamate perfettamente. Il tutto millimetricamente calibrato con una realtà che è quella di tutti i giorni: turisti che intasano chiese e musei, aeroporti affollati, studenti che preparano tesi e altri che cercano con l’aiuto della tecnologia di scoprire cosa lega antiche leggende e fatti di cronaca. Primo di una trilogia, il romanzo trascina dalla prima all’ultima pagina con un’unica domanda: chi sono i Guardiani e qual è la loro missione? In nome di chi e cosa devono sorvegliare?

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