I jeans di Bruce Springsteen

I jeans di Bruce Springsteen
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“Nel 1978 la figlia di Carl, Pamela, poetessa e pittrice, si suicidò proprio qui, in questo paradiso terrestre, all’età di ventotto anni. Il Djerassi Resident Artists Program, che ogni mese regala a dodici artisti tempo, bellezza e silenzio senza chiedere niente in cambio, è dedicato a lei”. Fondata l’anno successivo alla morte di Pamela, fino a oggi l’organizzazione californiana ha ospitato e supportato oltre 2100 artisti: i boschi che circondano le strutture sono abitati da puma che si avvicinano all’uomo in cerca di cibo. Aneddoti bizzarri su avvistamenti e aggressioni rendono la zona ancora più suggestiva. Non sono solo i luoghi naturali ad affascinare, anche le grandi città con i loro palazzi storici, custodi di eventi e memorie, colpiscono l’immaginario. Ne è esempio a San Francisco l’Armory Building, ex arsenale della Guardia Nazionale degli Stati Uniti, che a seguito di una travagliata storia è diventato il Palazzo del Porno, set cinematografico e luogo d’incontro per soddisfare fantasie sessuali. Oggi in fase di transizione per ospitare uffici dedicati a start-up. Anche la spiritualità ha un posto rilevante nella multiforme area degli Stati Uniti. Numerose sono le sette, le correnti religiose e le interpretazioni che hanno preso vita dalla religione cristiana, alcune sobrie e vincolanti, altre capaci di accogliere ogni diversità e trasformarla in ricchezza, in molte di queste è la musica la costante e la comunità si unisce attraverso feste e canti. Non trascurabile il fascino che la disciplina Yoga esercita ormai su chiunque, incluse le sue alterazioni modaiole…

Dopo aver tradotto per i lettori italiani i romanzi di Zadie Smith, Jennifer DuBois, Jonathan Franzen e altri autori in lingua inglese, Silvia Pareschi si è cimentata nella stesura del suo primo libro. Una raccolta delle esperienze da lei vissute negli Stati Uniti, narrate in modo accattivante, con un mix di saggi, racconti e reportage – l’autofiction è tecnica nota agli americani e inusuale in Italia ‒ che soddisfa la curiosità del lettore con informazioni fuori dagli schemi. Chi conosce la figura di San John Coltrane e le vicissitudini che hanno colpito la chiesa nel quartiere Fillmore, soggetto alla politica “urban renewal” negli anni ’60-‘70, volta ad allontanare la popolazione di colore a favore di un distorto concetto di riqualificazione? O chi si è trovato a ordinare un pasto presso l’Eatsa di San Francisco attraverso un iPad per poi aspettare il piatto davanti a un vetro? Con un approccio narrativamente dinamico, la Pareschi descrive luoghi e persone che stuzzicano la fantasia di chi vive lontano dalle caotiche, eccentriche e multiculturali città statunitensi. Sensibile alle situazioni ingiuste – nel suo blog Nine hours of separation è menzionata la situazione della chiesa di Fillmore e una petizione per impedirne la chiusura – alla disuguaglianza tra classi, di cui scrive in merito al quartiere discarica di Hunters Point e quello di Tenderloin straripante di emarginati. Il suo approccio sincero permette di andare oltre l’idealizzazione degli Stati Uniti, con descrizioni che trasmettono entusiasmo, tristezza, frustrazione e meraviglia pagina dopo pagina. Il titolo del libro è un omaggio all’idolo dell’autrice e a un paio di jeans, forse appartenuti a Springsteen, che le furono regalati quando appena sedicenne passò un periodo negli USA.



 

 

 

 
 
 
 

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