I misteri di Hatria

I misteri di Hatria

Venezia, mese di maggio. Ruggero Marcòn, professore associato di archeologia alla Ca’ Foscari, si presenta al cospetto dell’armatore Paolo Falier, che lo ha convocato perché vivamente interessato alla recente pubblicazione dell’archeologo, secondo la quale sotto le acque dell’Adriatico si celerebbe una città perduta, quella di Hatria, dove si troverebbero dei tesori fantastici. Nonostante questa teoria sia derisa da tutto il mondo scientifico, l’armatore decide di finanziare le ricerche del professore. Un mese e mezzo dopo, il cadavere di Ruggero Marcòn viene ritrovato a largo della costa di Cesenatico: ad averlo stroncato è la MDD – malattia da decompressione. La barca da lui affittata, il suo computer e le sue ricerche vengono recuperate dal croato Igor Pamic, che si affretta ad appropriarsene e a portarle al suo amico malavitoso Dragan Markovic: i due decidono quindi di portare avanti la ricerca del professore, con la speranza di mettere le mani sul presunto favoloso bottino. Nel frattempo, a Cesenatico, la morte dell’archeologo attira l’attenzione di Sara, la Contessa Rossa, e della sua migliore amica Care. Le due sono informate dell’accaduto da Gianni, maître dell’hotel in cui Care lavora e Sara alloggia, il quale gli rivela di essere in possesso di una copia delle ricerche del defunto. L’arrivo di Alice, figlia del professore, spinge le due amiche all’avventura, convincendole a portare avanti le ricerche di suo padre, in modo da onorarne la memoria…

Della civiltà di Hatria non si ha praticamente alcuna informazione, se non che l’origine è illirica, che il loro dio era chiamato Adrano – Hatranus in latino – e che al giorno d’oggi la città che ne ha preso il posto è quella di Atri, in provincia di Teramo. Teoria quest’ultima messa in discussione da un frammento del terzo libro della Naturalis Historia di Plinio il Vecchio, che sembrerebbe ricondurre invece Hatria all’attuale Adria, in provincia di Rovigo. Da queste premesse si sviluppa il romanzo di Nicky Marcelli, giornalista e scrittore, autore di diversi romanzi – La strega spiaggiata, L’ultimo swing. I misteri di Hatria è il secondo romanzo della quadrilogia in via di sviluppo incentrata sulle avventure della Contessa Rossa, soprannome della protagonista Sara Varzi di Casteldelbosco, che dà anche il nome al primo romanzo della serie – appunto La Contessa Rossa. Nonostante non manchino azione, avventura, suspense, colpi di scena e passaggi spettacolari, questo thriller non riesce ad essere pungente a tal punto di far rimanere gli occhi incollati alla pagina: le numerose, propizie ed incredibilmente provvidenziali coincidenze, ovviamente costruite a puntino ai fini di un happy ending, rendono infatti la narrazione poco credibile, persino in un ambito del genere; la trama, dal canto suo, si rivela essere davvero semplice, basilare e a tratti troppo prevedibile; inoltre, numerose – e inutili ai fini dello svolgimento della narrazione – e minuziose descrizioni appesantiscono oltremodo la lettura, apportando continuamente informazioni ed immagini che fanno perdere il filo del discorso; da ultimo, i dialoghi, poco verosimili e spesso forzati, rendono I misteri di Hatria un thriller colorato e interessante nelle premesse, ma tutto sommato poco appetibile.



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