I padri e i vinti

I padri e i vinti

Aprile 1945. Il ragionier Pietro Cristaldi, cinquant’anni, è un uomo elegante, alto, forte. Qualche anno dopo la nascita di sua figlia Vera, accoglie le idee del duce e di conseguenza abbraccia il fascismo, non per libera scelta, anche la moglie Flora, con cui si è sposato nel ’22. Poi la guerra mette fine agli anni che molti italiani considerano dorati. Nel ’44 i bombardamenti inglesi su Milano hanno sventrato la loro casa su corso Magenta. I Cristaldi, illesi, si rifugiano per un periodo in una villa di proprietà tra le montagne della Val Seriana, in un paesino vicino Clusone. Vera, la primogenita ribelle, fuggita in montagna durante la guerra, è una partigiana, si fa chiamare Annamaria, ed è un’assassina. Nella primavera di quell’anno esegue una condanna a morte disposta dal Comitato di Liberazione Nazionale, ed esplode tre colpi di pistola contro Bortolo Marinoni, una spia fascista, uccidendo brutalmente anche il figlio Antonio. Il fratello Alberto, sedici anni, è un adolescente cresciuto a pane e fascismo, gli unici valori e ideali trasmessi da scuola e famiglia, sebbene in lui ancora vaghi e confusi, e per questo facili da travisare e reinterpretare. Durante quell’anno e mezzo di esilio volontario in montagna, i membri della famiglia ritrovano se stessi. Pietro si abitua all’idea della sconfitta, così come Flora, che ritrova la sintonia con il marito e ne capisce la metamorfosi che sta subendo. Alberto compie passi importanti per superare la paura e la confusione che albergano nel suo cuore. Alla fine del ’46 la famiglia borghese e fascista, nemica della comunista Vera, si trasferisce a Lodi, dove trascorre un lungo periodo di agiatezza economica, “di trasformazione e di ricostruzione... dieci anni per dimenticare e per fare la pace con tutti, anche con la figlia ribelle”, che dopo la guerra si trasferisce a Venezia, “o almeno per provarci”. Ma il tempo genera cambiamenti. Alberto rimane vittima di un terribile incidente sugli sci e Vera dà alla luce Antonio...

Dalla lettura dell’epilogo del libro si apprende che I padri e i vinti, unitamente a Il sistema di Gordon (pubblicato nel 2016) fanno parte di Soundtrack, un progetto letterario di Giovanni Mastrangelo strutturato come tetralogia e ancora in corso d’opera. L’autore vuole raccontare la storia di Antonio Cristaldi, ma, citando le sue parole, “in maniera indiretta, cioè visto dai punti di vista delle persone che lo hanno influenzato durante tutta la vita... nel bene e nel male”. Un punto di vista che l’autore confessa essere frutto di illuminazione leggendo Roberto Bolaño. Seguendo questo filo conduttore Mastrangelo articola la narrazione sulle tre generazioni della famiglia Cristaldi, costituita dai coniugi Pietro e Flora e dai figli Vera e Alberto, per poi focalizzarsi su Antonio, il figlio di Vera. L’arco temporale copre gli anni che vanno dal ’45 a circa metà degli anni ’80. L’autore descrive questa famiglia come immagine riflessa del Paese a partire dal secondo dopoguerra, dilaniato al suo interno da divisioni profonde, passando per le lotte politiche negli anni ’70 e il fenomeno dilagante dell’eroina tra la fine di quegli anni e l’inizio degli anni ’80. Da una parte ci sono Pietro, Flora e Alberto, borghesi e fascisti, che per anni hanno vissuto ispirati da quell’ideologia che dopo la guerra è stata sbaragliata, trasformandosi in sogno infranto. E grandi sono le responsabilità che dovrà assumersi Pietro, non solo per le proprie colpe, per le scelte fatte in passato, ma anche per le colpe collettive del Paese. A costoro si oppone Vera, comunista, diventata partigiana molto giovane, anch’essa alla ricerca della via del pentimento per il duplice assassinio di cui si è resa responsabile. Tuttavia il riavvicinamento dei membri della famiglia, ciascuno seguendo il proprio percorso, indica che la via della conciliazione degli opposti forse è possibile, anzi dovrebbe essere l’unica via da percorrere, anche storicamente. Vera perdona il padre, e così fa Antonio con la madre. Ed è proprio il terzo Antonio, il punto di vista conciliativo, la parte senza pregiudizio, che finisce per prevalere. La lettura ci pone senza dubbio di fronte a questo interrogativo: chi è realmente Antonio, e chi siamo noi, al di là delle influenze e dei condizionamenti subiti? Interessanti e dense di spunti di riflessione le presentazioni del libro fruibili sul portale Rai Cultura Letteratura e sulla piattaforma digitale Rai Play Radio.



0

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER