I peccati del padre

I peccati del padre

I Barrington e i Clifton sono due famiglie che affondano le proprie radici nel pieno del diciannovesimo secolo e che uniscono i loro destini quando Emma Barrington, classe 1921, figlia di Hugo ed Elizabeth Harvey, si unisce a Harry Clifton, di un anno più grande, orfano di padre (Arthur) praticamente da sempre, figlio di Maisie Tancock, quarta di cinque figli di Harold e Vera Prescott. Harry però nel 1939 è a New York, nei guai per una colpa che non ha commesso, e il detective Kolowski non è tipo da riconoscere di buon grado gli errori, tanto che non crede affatto che quella sia la sua vera identità. Lui infatti è convinto che si tratti, come del resto lo stesso Harry ha dichiarato di essere (ma spera di poter spiegare presto il suo valido, validissimo ‒ almeno per lui ‒ motivo per cui ha mentito al funzionario dell’immigrazione) di Tom Bradshaw, con cui però Harry ha solo servito a bordo della stessa nave. Ma Kolowski, sigaretta in bocca, non è affatto disposto a recedere dai suoi convincimenti, anzi, e lo invita a essere più persuasivo ed efficace nel momento in cui racconterà la sua favoletta a Sefton Jelks, l’avvocato più gamba che vi sia a New York e che si è offerto spontaneamente di aiutarlo…

Classe 1940, Jeffrey Archer è uno scrittore prolifico che ha venduto centinaia di milioni di libri (e la sua stella, nonostante qualche discesa ardita e qualche altrettanto vertiginosa risalita, non accenna ad appannarsi). Tutto con pieno merito, in quanto è autore capace di realizzare sempre, spaziando fra i generi e trascendendoli, trame articolate ma mai ostiche nelle quali il grande pubblico può ritrovare costantemente l’ampio respiro di una narrazione avvincente e al tempo stesso rassicurante e classica senza essere né superficiale né banale, È inoltre barone Archer di Weston-super-Mare, nella contea del Somerset, nell’Inghilterra sudoccidentale, dove si è trasferito di fatto in fasce, ed è stato un politico di lungo corso, anche a Strasburgo, tra le fila dei conservatori britannici, ma pure coinvolto in diversi scandali. Coniuge di una scienziata esperta in energia solare, nel secondo dei sette variegati libri della saga dei Clifton, che si muovono nel tempo e nello spazio e hanno molte chiavi di lettura, Jeffrey Archer, che ha scritto anche della sua esperienza in galera e la serie di Caino e Abele, prende le mosse da un’accusa terribile. Quella di omicidio di primo grado. Imputazione che pende come la proverbiale spada di Damocle sul capo di un ragazzo di Bristol che, senza il becco di un quattrino e arrestato appena messo piede sbarcato a New York nel 1939, si affida a un avvocato che però lo abbandona al suo destino di galeotto, per salvarsi dal quale ha come unica alternativa quella di rivelare la sua vera identità, anche se aveva giurato che non l’avrebbe mai fatto per proteggere la donna che ama. Nel frattempo giunge nella Grande Mela anche  una ragazza, pronta a tutto pur di ritrovare l'uomo che avrebbe dovuto sposare e che le hanno detto essere morto in mare, anche se una lettera, che per un anno è stata dimenticata, parrebbe darle l’incontrovertibile certezza del contrario.



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