I pirati dei navigli

I pirati dei navigli
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Difficile essere un ragazzino negli anni Settanta a Milano, vivendo tra Baggio e il Giambellino. Marco lo apostrofano tutti con gli odiosi appellativi Mathausen e Viacolvento, per via del suo fisico gracile e pelle e ossa. Si aggiunge poi Filopat, diventato successivamente Philopat, mutuato dal nome di un pupazzo di un cartone animato a firma di Gunter Raetz, trasmesso in Italia dalla Rai. Dove non arriva il fisico arrivano il cervello, le parole e le battute taglienti, permettendo a Philopat di non soccombere alle angherie. Nel 1978 un viaggio a Londra cambia tutto. Marco ritorna a Milano con i capelli corti e colorati di verde. Si ritrova con altri punk di periferia al New Kary in via Torino per sentire i Sex Pistols e i Ramones. Poi al centro sociale Santa Marta per sfuggire alle retate dei celerini. Non dura molto, dato che la Milano socialista da bere toglie loro anche quel luogo di aggregazione. Grazie agli anarchici di viale Monza, però, Marco e i suoi amici trovano una nuova casa: un’ex fabbrica di prodotti per neonati in via Correggio 18. È l’inizio dell’epopea del Virus, uno spazio autogestito da diciottenni che in tre anni ospita migliaia di persone di ogni età. Un collettivo anarchico, pacifista e antisessista, ribattezzato l’antiScala, pronto a sfidare gli attacchi di tutti…

Marco Philopat è uno dei massimi conoscitori di controcultura e underground a livello nazionale. È stato molto attivo sulla scena degli anni Settanta e Ottanta ed è diventato un vero e proprio punto di riferimento per il movimento punk italiano. Ha anche fondato due case editrici, la ShaKe Edizioni e Agenzia X con cui ha pubblicato i suoi Costretti a sanguinare, sull’epopea punk in Italia, La banda Bellini, uno dei più bei romanzi in circolazione sugli anni di piombo, e Lumi di punk. Dopo Costretti a sanguinare, che vent’anni fa ha messo nero su bianco in maniera verace, come recitava il sottotitolo l’esperienza della controcultura milanese. I pirati dei navigli completa la visione di questo peculiare periodo storico del capoluogo lombardo. Gli ingredienti per un racconto pazzesco e avvincente ci sono tutti: dagli yuppie degli anni Ottanta agli sgomberi della polizia, fino alla nascita dell’Helter Skelter in uno scantinato, la libreria Calusca del leggendario ex cuoco e ballerino Primo Moroni e l’esordio esplosivo del collettivo Cox 18. Assieme a Philopat e ai suoi Pirati si ride, si riflette e si hanno tuffi al cuore per la nostalgia di un passato che difficilmente tornerà con quel fervore e quella creatività.



 

 
 
 
 

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