I racconti delle donne

I racconti delle donne
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È curiosa Annalena Benini. Sì, proprio così: è incuriosita dal pensiero delle donne che incontra, vorrebbe conoscere subito, senza troppi preamboli, le loro emozioni. Vorrebbe chiedere loro come procede la vita, se dona felicità o rammarico, serenità o tristezza, vorrebbe sapere se anche loro crollano ogni tanto e com’è quel pezzo di esistenza che si intravede nello sguardo, ma che non è limpida come le parole. Annalena è cresciuta in una famiglia di donne: sono nitidi i suoi ricordi legati ai pranzi di Natale, dove suo padre si ritrovava a chiacchierare in maniera piuttosto annoiata con i fidanzati delle sue figlie, mentre lei ancora bambina cercava di carpire i segreti di cui la mamma e la nonna parlavano in cucina. Avrebbe dato qualsiasi cosa per sgraffignare una sola parola di quelle confidenze che le donne si scambiavano. “D’un tratto conobbi un gran numero di donne che avevano passato la quarantina, e che, attraverso la diversità delle loro situazioni e dei loro meriti, avevano fatta tutte quante un’identica esperienza: erano vissute come “esseri relativi”. Così scriveva Simone de Beauvoir in L’età forte e Annalena Benini si riconosce molto in questa situazione, sia a livello oggettivo che emozionale. “Poiché io scrivevo, poiché la mia situazione era diversa dalla loro, e anche, credo, perché sapevo ascoltare, esse mi dissero molte cose; cominciai a rendermi conto delle difficoltà, delle false facilità, dei tranelli, degli ostacoli, che la maggior parte delle donne trovano sul loro cammino e sentii anche fino a che punto esse ne fossero ad un tempo menomate e arricchite”. La de Beauvoir narrava delle donne degli anni Quaranta, quelle della Parigi dei sogni e delle rivolte sottolineando la sua diversità con quell’universo femminile. La Benini, invece, si sente quasi parte integrante di quel mondo, prova una sorta di gratitudine verso quelle donne che hanno lottato duramente, affinché ci fosse un cambiamento forte e determinante, talmente radicale da poter essere mostrato alla società. Vivere quindi come “esseri relativi” e per questo sforzo, per questa lotta, essere “menomate e arricchite”…

I racconti delle donne è un libro che narra (appunto) di donne, una raccolta di storie e di vive sensazioni che vanno però al di là della soggettività e dell’identità di genere. La curatrice Annalena Benini ha voluto dar voce a delle figure femminili straordinarie e attraverso il loro pensiero e le loro parole, sottolineare senza polemica alcuna le differenze sostanziali tra uomini e donne. Nessuna vendetta, nessuna rivendicazione, semplicemente la volontà di parlare delle concrete diversità, vive e interessanti, che esistono tra l’universo femminile e quello maschile. Vita e scrittura che vanno di pari passo, la letteratura che parla della vita e la vita che fa da contorno alla letteratura. La scrittrice ferrarese ha voluto immaginare una festa, in cui i partecipanti fossero i personaggi che animano alcune tra le più belle opere e le loro creatrici, donne di straordinario spessore, che con la loro penna, lasciano un’indelebile impronta nel mondo della cultura letteraria. Tutte differenti tra loro queste voci, sia per stile che per tematiche, ma unite dal loro essere celebri senza far rumore, dalla loro sensibilità, dal loro genio e dal loro mettere al centro dell’universo la donna. Da Margaret Atwood a Natalia Ginzburg, da Dorothy Parker a Valeria Parrella e Mary Miller, venti racconti che narrano di quello che le donne pensano, di quello che provano, di quelle battaglie portate avanti con la tenacia che è propria del femminino, di quelle vittorie vissute con discrezione e di quelle sconfitte affrontate a testa alta. Uno sguardo a trecentosessanta gradi sull’universo femminile, su quello che è capace di raccontare e di trasmettere. La Benini, calandosi in quel mondo in cui le donne dicono quello che sono e vivono la loro esistenza senza troppi se e forse, consegna al lettore uno scritto che può essere definito un ibrido tra il racconto e il saggio, ma soprattutto dona a chi legge pezzi di storie tra le più belle della narrativa mondiale, ognuna delle quali aggiunge un tassello a quel meraviglioso puzzle chiamato “donna”. Annalena Benini, giornalista, editorialista oltre che scrittrice, ha saputo creare un’antologia di racconti dalla scrittura scorrevole, viva e vivace, capace di esaltare le emozioni. Non si parla di eroine in questi racconti, ma di donne di vita, femmine tradite, arrabbiate, felici, vittoriose, gioiose o tristi. Un libro in cui chiunque può trovare un pezzo di sé, in cui sia le donne che gli uomini possono intravedere lo specchio della propria anima.



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