I racconti di Nené

In piena era fascista un piccolo balilla legge giornaletti che narrano le imprese d’Africa e canta gli inni patriottici nelle marce del sabato; un giorno decide di scrivere al Duce perché vuole partire volontario per la guerra. E il Duce gli risponde. Le letture da liceale e i primi approcci con la scrittura spingono un ragazzino e qualche suo amico a farsi esonerare dalla marce fasciste in quanto “endocardici”. Dovranno contribuire alla causa – in alternativa – in una tipografia, dove però ben presto cominciano a stampare un giornale con idee un po’ diverse. Un ragazzo si trova travolto dagli eventi che accompagnano lo sbarco degli americani a Licata il 9 luglio 1943, e assiste ad un gesto vile del grande generale Patton; d’altronde, gli dice un soldato, “come Generale è un Dio. Ma come uomo è un fituso”. E poi la mafia, il separatismo, l’evento sconvolgente di Portella della Ginestra che impedirà ad un uomo di toccare più vino. Un bambino di dieci anni si ritrova alla porta di casa, alle tre e mezza del pomeriggio, un Ammiraglio in alta uniforme che chiede di sua nonna e che dice di chiamarsi Luigino Pirandello. L’episodio influirà in qualche modo nella sua vita futura. E ancora: teatri importanti, l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica, incontri straordinari da Leonardo Sciascia a Jean Genet, da Adamov ad Angelica Balabanoff e tanti altri. Quel bambino, quel ragazzo, quell’uomo protagonista di ogni episodio e incontro è sempre lui, Andrea Camilleri da Porto Empedocle, classe 1925, lo scrittore italiano più letto e prolifico degli ultimi anni, il creatore del commissario più noto della televisione e non solo, l’autore di storie bellissime e divertenti, da Il birraio di Preston a Il re di Girgenti , nate a partire da labili ed esili tracce storiche, dimenticate e sconosciute ai più …
Nel 2006 il regista Francesco Anzalone, già allievo di Andrea Camilleri all’Accademia d’Arte Drammatica e poi suo amico, realizzò con il giornalista Rai Giorgio Santelli un programma che andò in onda su RaiSat Extra da ottobre a novembre intitolato “I ‘cunti ‘i Nené”, in cui lo scrittore (Nené è vezzeggiativo di Andrea), accompagnato dall’inseparabile sigaretta e avvolto in una nuvola di fumo, si raccontava quasi a ruota libera. Gran parte del girato non venne però utilizzato. A distanza di qualche anno Anzalone e Santelli, con l’approvazione di Camilleri, hanno attinto dall’archivio dell’ormai inesistente RaiSat Extra e hanno curato questo agile volumetto per l’editore Melampo. Non sono veri racconti, non è un’autobiografia, non è certo un romanzo; sono piuttosto micronarrazioni, scorci brevissimi di vita in un vago ordine cronologico, incastonati nella cornice della storia d’Italia. Sono ricordi, suggestioni, aneddoti, esperienze singolari, ritratti inediti di personaggi noti racchiusi nei primi ottant’anni di vita di Andrea Camilleri che lui, con la consueta abilità affabulatoria, racconta incantando il lettore come lo si ascoltasse davvero narrare. E così scorrono gli anni, dall’infanzia fino alle esperienze teatrali e all’approdo tardo alla scrittura nel 1975 in una curiosa situazione, ma soprattutto a stupire sono i ritratti straordinari (nel senso di sconosciuti) di grosse personalità che Camilleri, con affetto e ironia, ci permette di vedere sotto altra luce, una su tutte Leonardo Sciascia nei panni inusuali di cuoco provetto! Viene da pensare davvero che la realtà possa talora essere più straordinaria della fantasia, come appunto nel caso della vita sorprendente di questo autore così amato …  A conclusione di questa piacevole lettura, per un momento, si può essere attraversati dalla sensazione che l’operazione risulti appena autocelebrativa; poi ci si ricorda come nasce questo libro e ci resta soltanto un sorriso, come quasi ogni volta che si legge “un Camilleri”.

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER