I ragazzi del ghetto

I ragazzi del ghetto
Aggirandosi tra i banchi del mercato a Mira sembra quasi di essere tornata alla normalità, a una Varsavia non ancora occupata dai tedeschi, senza un ghetto in cui sono confinati i suoi “simili”: gli ebrei. Gli occhi verdi e i lineamenti non proprio semiti l’aiutano a confondersi tra i polacchi, il tempo sufficiente per comprare burro e uova e rivenderli al mercato nero oltre il muro: forse filerebbe tutto liscio anche stavolta se quei tre uomini non l’avessero notata. Nella primavera del 1942 qualunque ebreo sorpreso fuori dal ghetto senza autorizzazione viene condannato a morte. Sarà questa la sorte di Mira? Oggi, tra un mese o un anno il suo destino e quello di migliaia di altri sembra già scolpito su lapidi senza nome, ma quando un giovane biondo con fare disinvolto le si avvicina e la bacia impetuosamente tutto cambia…
Il ghetto di Varsavia è il polmone nero che esala gli ultimi respiri rantolanti degli ebrei polacchi, una prigione vegliata da sentinelle in uniforme scura, nella quale anche solo uno sguardo può condannarti a morte. Abbandonata la tradizione letteraria che solitamente racconta un popolo ebraico che subisce indifeso, Safier narra l’eroica resistenza di pochi nell’opporsi a un gigante a più teste, assumendo il punto di vista di una sedicenne costretta a maturare troppo in fretta e imbracciare le armi. Mira è l’unico personaggio di fantasia: il contesto, le situazioni e la maggior parte dei personaggi sono ispirati a eventi e persone reali. L’aspetto tragico e quello eroico compongono un dramma in cui non sono solo i tedeschi a uccidere: ci sono ebrei collaborazionisti, polacchi che danno prova di viltà e indifferenza squalificandosi umanamente, molti disposti a tutto pur di vivere un giorno in più e mangiare un tozzo di pane. L’umanità più miserabile e quella più nobile coesistono fianco a fianco, descritte senza facile retorica dall’autore dell’ironico L’orribile karma della formica, che qui recupera le sue radici ebraiche. L’artefice della spensierata sitcom Lolle ci mostra come amore, sogni e fantasia sopravvivono anche in luoghi impervi. Da non perdere, per non dimenticare.

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