I re del nord

I re del nord
Sono tutt’altro che amichevoli i sentimenti che il giovane guerriero Uhtred di Bebbanburg nutre verso quel “miserabile, bigotto, pidocchioso” sovrano che è, a suo avviso, Alfredo il Grande. Ripagato per il suo aiuto decisivo nella battaglia di Ethandun con un ridicolo appezzamento di terreno, Uhtred brucia d’odio e della smania di regolare i conti in sospeso con l’uccisore di Ragnar, il danese che l’ha allevato come un figlio, e con Ælfric, lo zio che lo ha vigliaccamente spodestato. Partito alla volta della Northumbria, il suo destino si incrocia con quello di Guthred, un ex schiavo che ha avuto l’ardire di farsi re e che non esita a tradirlo per ragioni di opportunismo politico. Ridotto in schiavitù, Uhtred sarà tenuto in vita da un’indomabile ansia di vendetta, ma anche dal pensiero di Gisela, la sorella di Guthred, la donna di cui si è innamorato al primo sguardo…
Pericoloso, feroce, risuonante senza posa del clangore delle armi, insidioso come un’enorme distesa di sabbie mobili: signori e signore, il Medio Evo inglese è servito con gran gusto e abilità dall’infaticabile penna di Bernard Cornwell, specialista numero uno dell’historical novel, accorto alchimista di invenzione romanzesca e ricerca storica – ma senza il minimo sentore di libresca erudizione. Terzo romanzo delle “Storie Sassoni”, I re del Nord è una scorribanda avventurosa in cui si mescolano a spron battente battaglie, tradimenti, uccisioni, e dove i personaggi – su tutti il protagonista – hanno qualcosa di credibilmente selvaggio: senza “carinerie” e lezi, si fanno largo brandendo la spada e falciando vite senza neppure l’ombra di uno scrupolo, alla faccia di qualsiasi ingentilimento romantico da cartolina (anche quando c’è di mezzo l’amore). Muscolare.

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