I ribelli del Mondo Oscuro

I ribelli del Mondo Oscuro
Il Mondo Conosciuto è dominato dal regno di Acacia, che grazie al pagamento di una "Quota", garantisce l'afflusso di enormi derrate di "Nebbia", una vera e propria droga che dilaga su tutto il territorio. Il prezzo pagato per questa alleanza commerciale è la fornitura di bambini, destinati alla schiavitù presso i Lothan Aklun. Dalla morte della moglie adorata, Re Leodan diventa anche egli schiavo della Nebbia, anche se in giovinezza, prima di diventare Re, aveva cercato di dissuadere suo padre dall'applicare la Quota. Scontratosi con la dura realtà di un regno ormai assuefatto alla droga e dalle pressanti esigenze della Lega, preposta dall'ultimo trattato a far da tramite tra i Lothan Aklun e l'Acacia, si deve piegare alle ragioni di stato. Tharsein Mein è un uomo con un'unica missione: sacrificarsi per il bene del suo popolo uccidendo Re Leodan e vendicare l'onta subita 22 generazioni prima quando l'allora re Tihadin esiliò il popolo dei Mein nelle remote e gelide terre del nord. Grazie alla sua grande padronanza delle arti marziali e alla sua forte somiglianza con l'ambasciatore Mein presso il regno Acacia, tenterà l'impossibile infiltrandosi alla corte del re Leodan. Riuscirà l'assassino nel suo tentativo di uccidere il Re e quindi destabilizzare Acacia?
Nel primo capitolo della trilogia dell'Acacia, David Anthony Durham si affaccia al mondo del Fantasy con un libro che ricorda vagamente quelli di George Martin, in particolare Le cronache del ghiaccio e del fuoco. Sono infatti l'assenza di un personaggio principale, la molteplicità dei punti di vista, diversi per ogni capitolo, il costante senso di incertezza che si respira man mano che si procede con la lettura, che fanno de I ribelli del Mondo Oscuro un esperimento ben riuscito. Durham sa rendere la sua storia accattivante e mai scontata, discostandosi dal clichè tipico del fantasy costruito intorno alla magia ed ai classici mostri che notoriamente popolano le fiere del Male. La scelta di creare popoli somaticamente corrispondenti al nostro mondo reale lo rende particolarmente intrigante.
Di contro, la superficialità con la quale vengono affrontati alcuni passaggi-chiave, come ad esempio le battaglie, penalizza e disorienta il lettore che proprio sul più bello vede l'attenzione spostarsi, lasciando spesso una sensazione di incompletezza. Una ventata di freschezza nel panorama del Fantasy che non può mancare agli appassionati italiani del genere.

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