I segreti del Lazarus Club

I segreti del Lazarus Club
Londra, 1857. Il dottor George Phillips, chirurgo presso l’ospedale St.Thomas, viene consultato dall’ispettore di polizia Tarlow per una serie di omicidi particolarmente cruenti che vedono come vittime alcune prostitute della città. I poveri corpi ripescati dalle acque del Tamigi rivelano tutte lo stesso, macabro modus operandi: squarciati dal pube allo sterno e completamente eviscerati. L’attenzione di Tarlow si fissa sulla figura del chirurgo soprattutto dopo aver scoperto che è un assiduo frequentatore di case di tolleranza e dopo aver rinvenuto un cuore umano avvolto in un fazzoletto riportante, se pur consunte, delle iniziali che potrebbero corrispondere a quelle di Phillips. La vita del dottore cambia però il giorno in cui, al termine di una delle sue consuete lezioni di anatomia, riceve una visita inaspettata: si tratta dell’ingegnere Isambard Kingdom Brunel, che si dimostra da subito  morbosamente interessato al funzionamento della circolazione cardiaca. Sarà proprio lui ad introdurre il dottore nell’esclusivo Lazarus Club, nato con l’intenzione di condividere idee e sotto la cui effige si riuniscono personalità straordinarie: da Brunel a Babbage, da Dickens a Darwin, da Russel a Faraday. Frequentare il Lazarus Club causerà a Philips non pochi guai, dovendo presto fare i conti con chi intende sfruttare un’invenzione rivoluzionaria per i soli fini privati e avendo sempre sul collo il fiato dell’ispettore Tarlow, deciso ad incastrarlo come il killer seriale delle prostitute…
L’esordio narrativo di Tony Pollard, già affermato archeologo, ci trasporta nella Londra vittoriana di metà Ottocento. Una città in pieno fermento in cui si affacciano alcune tra le menti più geniali e brillanti dell’epoca. Scopriamo che Charles Darwin era un inguaribile ipocondriaco; stringiamo la mano al matematico Charles Babbage, letteralmente ossessionato dal funzionamento della sua macchina differenziale. Ammiriamo le imprese di una femminista ante litteram, l’infermiera Florence Nightingale, ideatrice del primo progetto di una scuola professionale per infermiere e conosciamo persino le bizzarre abitudini di Ockham, ombroso nipote di Lord Byron. Non  un semplice thriller, dunque, ma un complesso ed elegante sistema di scatole cinesi, ognuna delle quali apre una finestra su un nuovo mondo, invogliandoci ad approfondire situazioni storiche e personaggi, mescolando in modo quasi impercettibile realtà e finzione, storia e ingegno narrativo, senza disdegnare palesi riferimenti letterari. Correndo accanto a  Philips lungo il Tamigi, respiriamo anche noi l’aria putrida e malsana delle acque del fiume; passeggiando nei sobborghi di Glasgow tocchiamo con mano degrado e povertà; ma soprattutto ci facciamo trasportare dall’euforia positivista di un’epoca che lascia intravedere possibilità illimitate per la scienza e per la creatività, continuando tuttavia a domandarci fino a che punto ci si possa spingere (“Pensate che tragedie simili siano il prezzo da pagare per il progresso, dottore?”) Lo stile diretto, le sequenze narrative incalzanti e le minuziose descrizioni ambientali ne fanno un ottimo romanzo d’esordio. Attendiamo con curiosità il secondo, al quale Pollard a quanto si sa sta già lavorando.

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