I sovversivi

I sovversivi
Mara Cagol, Walter Alasia, Barbara Azzaroni, Matteo Caggegi, Lorenzo Betassa, Riccardo Dura, Annamaria Ludmann, Piero Panciarelli sono state persone molto diverse tra loro, ma hanno anche qualcosa in comune. E cosa può accomunare una brillante studentessa cattolica di buona famiglia figlia di un profumiere di provincia e concertista di chitarra classica con un operaio di vent'anni della “Stalingrado d'Italia” Sesto San Giovanni? Oppure un ragazzo e una ragazza legati da una tenera amicizia e falciati dalla polizia in un bar mentre preparavano un agguato con un gruppo di brigatisti massacrati praticamente nel sonno nel loro covo da un commando di carabinieri? Li accomuna la morte violenta, l'epilogo simile di vite che in comune hanno solo la passione politica e la scelta della lotta armata...
Storie molto diverse, dicevamo. E Pino Casamassima, giornalista del programma tv “La Storia siamo noi”, del “Quotidiano Nazionale” e di altre testate le racconta raccontandoci al contempo i suoi incontri con le fonti, cioè con familiari, amici e conoscenti degli otto protagonisti, e forse questa è la parte più godibile e più importante dal punto di vista storico - e perché no letterario - del saggio. Emerge inevitabilmente da questi incontri ora commossi, ora imbarazzati, ora venati di rabbia a decenni di distanza il lato umano di questi 'sovversivi' che hanno “consegnato il loro destino alla dialettica delle armi”, per usare un'espressione d'annata citata dallo stesso Casamassima nella sua introduzione al volumetto. Un libro che malgrado condanni esplicitamente a più riprese la scelta della lotta armata ha anche il coraggio di denunciare la violenza repressiva delle forze dell'ordine, responsabili di una palese sospensione dei diritti civili a favore di veri e propri atti di guerra in occasione dei drammatici episodi raccontati.

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