I Templari

Quello dei Templari, o meglio i “Poveri cavalieri del Tempio”, era un ordine religioso dell’Europa medievale tra l’XI e il XIV secolo. Frati guerrieri che nacquero per proteggere i cristiani in Terra santa e per partecipare alle Crociate con lo scopo di liberare dal potere islamico la Palestina, la Siria, l’Asia Minore, l’Egitto, l’Africa nord-occidentale e la Spagna Meridionale. L’ordine – fondato dal cavaliere francese Ugo di Payns – si basava sui voti di castità, obbedienza e povertà e godeva di un ampio favore da parte del popolo. La regola fu scritta per loro da San Bennardo di Chiaravalle. L’ordine si reggeva grazie alle donazioni di nobili e di gente comune, ma anche grazie al sostegno di grandi Re Europei che sovvenzionavano e sostenevano le Crociate e le spedizioni per liberare i luoghi del culto cristiano dagli infedeli. Erano guerrieri coraggiosi e fedeli combattenti, votati alla morte per la salvezza del popolo del Dio cristiano che si misurarono con gli eserciti degli infedeli in battaglie sanguinose, in estenuanti assedi, in assalti a sorpresa, nell’uso di ingegnose macchine da guerra. Costruirono castelli e fortezze divenendo una forza militare che durante la Seconda Crociata guidarono il pio, ma sventurato re di Francia Luigi VII, seguirono Cuor di Leone nelle sue imprese vittoriose e combatterono il sultano Saladino, famoso per la sua intelligenza militare, la scaltrezza e la ferocia. Come è stato possibile che una potenza così forte, economicamente e politicamente potente, che raccoglieva grandi consensi per 400 anni sia stata annientata e distrutta in uno spazio di un tempo brevissimo di un pugno di anni?

Interessante libro “divulgativo” sulla storia dei Templari che si legge velocemente e con piacere come si legge un romanzo, proprio come nelle intenzioni espresse dall’autore Dan Jones. Il testo è ugualmente una fonte utile anche per gli studiosi, consegnando numerosi spunti sui più recenti studi sull’epopea di quest’ordine religioso guerriero. Dan Jones è uno storico e giornalista inglese trentottenne che ha scritto libri storici molto apprezzati sui Plantageneti e sulla Magna Charta. Il saggio sui Templari è scritto con una lingua semplice e chiara, ma con una notevole maestria e precisione storica, arricchita da note e da un’appendice documentale. Narra con cura e passione la storia di questo ordine che ancora oggi attira molta curiosità e bisogno di conoscenza. Percorre con estrema chiarezza tutti gli avvenimenti, le cause, le motivazioni, gli aneddoti, gli intrecci storici che sottostanno alla nascita, alla prosperità e alla dissoluzione dei Templari. La ricostruzione storica è sostenuta da un’attenta ambientazione geografica e documentale che permette di vivere come in un film le battaglie, i retroscena politici, le vicende di grandi e piccoli personaggi che costituirono l’esistenza dei Templari. Molto interessanti le testimonianze riportate dei fatti tradotte dall’arabo, dall’inglese, dal francese, dal tedesco, dallo spagnolo, dall’italiano, dal greco e dal turco, cioè da tutte le lingue dei popoli e dei luoghi dove le vicende dei “Poveri cavalieri del tempo” si svolsero, dimostrando una conoscenza ampia e forte dell’autore, che ha saputo padroneggiare e rendere fruibile, anche ad un pubblico di non esperti, la più rigorosa ricerca storica accademica.

 


 

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