I venerdì del Petrarca

I venerdì del Petrarca

Di nessun personaggio vissuto prima di Francesco Petrarca disponiamo di una biografia altrettanto dettagliata. Dobbiamo tale privilegio alle copiose informazioni relative alla sua vicenda umana, che troviamo disseminate in oltre seicento lettere, nell’autobiografia Ad posteritatem e nel Secretum. Ma anche all’abitudine maniacale con cui annotava e registrava tutto, al bisogno schizofrenico di fissare il tempo con puntuali riferimenti cronologici. Ma se la fonte primaria da cui sgorga il flusso biografico del Petrarca è costituita dai suoi stessi testi e da quel che è stato scritto di suo pugno, che cosa possiamo dire di conoscere realmente di lui: la vicenda esistenziale o le opere? Il resoconto del tragitto che egli ha davvero compiuto o un tortuoso percorso funzionale al desiderio di costruire un’immagine ideale di se da consegnare ai posteri? Insomma, il padre dell’Umanesimo ha lasciato un autoritratto coerente e fedele alla realtà, oppure era talmente convinto che non vi fosse alcun diaframma tra la vita e la scrittura da confonderle e sovrapporle finendo per fare di se stesso una sorta di personaggio letterario?

Francisco Rico, insigne filologo e storico della letteratura al quale si devono contributi critici di assoluto valore sui testi letterari spagnoli dal Medioevo al Siglo de Oro, è anche uno tra i più autorevoli studiosi di Francesco Petrarca. Egli è convinto che Ortega y Gasset avesse ragione nel sostenere che ogni individuo è “romanziere di se stesso, originale o plagiario” e che lo stesso Petrarca non sia stato esente da tale attitudine. In questo ultimo libro, scritto in collaborazione con il docente universitario romano Luca Marcozzi, compie la meritoria opera di smontare pezzo per pezzo l’aggrovigliata matassa su cui è venuta prendendo forma l’immagine petrarchesca attraverso i suoi scritti. Egli discerne con accurata perizia filologica verità e finzione letteraria, dati accertati e mistificazioni arbitrarie per consegnare al lettore una biografia finalmente depurata e autentica. Il suo percorso critico non tralascia di affrontare alcun aspetto della vita e dell’opera del Petrarca, né si ferma dinanzi agli snodi più tenaci. Ma disegna un viaggio affascinante e avvincente dagli esiti davvero imprevedibili che il lettore segue pagina dopo pagina fino al termine con appassionato interesse.



 

 

 

 
 
 
 

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