I vostri bambini

“Questi bambini che vengono da voi con i coltelli sono i vostri bambini. Glielo avete insegnato voi, non io. Io ho solo provato ad aiutarli a stare in piedi”. 19 novembre 1970. Il guru freak Charles Manson, accusato di essere il mandante del massacro di Bel Air, alla domanda “Ha nulla da dire?” formulata dal giudice Charles Older rilascia una chilometrica dichiarazione difensiva, qui riportata integralmente, nella quale ripercorre – tra considerazioni filosofiche e visioni apocalittiche – la sua infanzia drammatica, la giovinezza in carcere, la frustrazione per essere dipinto dai giornali diverso da come si percepisce, il rifiuto di qualsiasi diritto di giudizio da parte sua o di altri e in definitiva da parte di qualsiasi essere umano su qualsiasi essere umano, la critica velenosa alla società consumistica e il tentativo di spiegare la natura dei cosiddetti magical mistery tour organizzati dalla sua setta hippy...

La notte del 9 agosto 1969 un gruppo di persone fa irruzione nella villa di Bel Air, sobborgo vip di Los Angeles, abitata dalla giovane e bella attrice Sharon Tate - in stato interessante - e da suo marito, il regista Roman Polanski, che è a Londra per lavoro. Nella casa in quel momento si trovano anche tre amici della Tate. Tutti vengono brutalmente assassinati a coltellate e/o strangolati. Il loro sangue viene utilizzato per scrivere sui muri insulti e slogan. Dopo circa un mese di indagini senza risultati, il colpo di scena: una giovane arrestata per fatti che nulla avevano a che vedere con la strage si lascia andare in cella a dichiarazioni compromettenti sul fatto, dichiarazioni che vengono riferite alle autorità, che in breve ricostruisce i fatti. A fare irruzione nella villa di Bel Air sono stati alcuni membri della comunità hippy chiamata La Famiglia, un gruppo di giovani che vagabondava nel deserto della Valle della Morte, a quanto pare su istigazione del loro carismatico leader, tale Charles Manson, che viene anch’egli tratto in arresto. A novembre parte un processo di nove mesi e mezzo - il più lungo e costoso della storia americana fino a quel momento – a carico di Manson e tre ragazze autrici delle stragi (altre posizioni vengono stralciate). L’arringa difensiva di Manson è un capitolo essenziale nel suo processo di trasformazione da uomo a icona pop immortale, per quanto negativa e demoniaca. Indicativo in tal senso che Manson sia a tutt’oggi equiparato nell’immaginario collettivo ai più feroci serial killer malgrado non abbia materialmente ucciso nessuno, e più che discutibile il fatto che a processo ancora in corso il presidente degli Stati Uniti Richard Nixon si riferisse a lui come a un condannato. La tesi del procuratore Vincent Bugliosi: Manson profetizzava l’avvento imminente dell’Helter skelter (il nome deriva dalla celebre canzone dei Beatles, ma il perché lo sa solo Manson), una sanguinosa guerra civile planetaria tra bianchi e neri che avrebbe visto la vittoria di questi ultimi, e aveva pianificato una serie di efferati massacri ai danni di bianchi ricchi e famosi per ‘accendere la miccia’ di questo rogo purificatore. Gli imputati vengono condannati alla pena di morte, commutata in seguito in carcere a vita. Dalla lettura dei giornali dell’epoca appare evidente il tentativo da parte dell'establishment più reazionario di impadronirsi del caso per utilizzarlo strumentalmente per distruggere il movimento hippy, ma è forse altrettanto palese e parimenti pretestuoso il tentativo da parte del variegato arcipelago della controcultura di elevare Manson e la sua arringa difensiva a manifesto anti-sistema, a squarcio di verità scomoda in una società anestetizzata da mass-media manovrati da poteri occulti. Il carico di contraddizioni legato al delitto Tate è pienamente rappresentato in questo libriccino e nella prefazione del curatore Alessandro Papa, del tutto intatto e ancora tutto da risolvere dopo quasi mezzo secolo.



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