Ida

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New York, 1941. Ida Adler, cinquantotto anni, arriva a bordo della “Serpa Pinto” a Ellis Island. Dopo una visita medica al New York Harbor e le domande di rito, ottiene il permesso di entrare in America. All’uscita cerca fra la folla la persona che è lì ad attenderla. Suo figlio Kurt le ha mandato un cablogramma annunciandole di essere impossibilitato ad accoglierla a causa del lavoro all’opera come direttore del coro e che perciò troverà un amico al suo posto, che l’accompagnerà al treno per Chicago. Ed eccolo lì, un uomo alto e snello con in mano un mazzo di garofani e un biglietto con sopra scritto il suo nome. Dopo un breve spuntino presso una tavola calda cinese, Martin Magner l’accompagna al treno che la porterà da Kurt. È lontana da Vienna da più di due anni e ormai in giro da quattro mesi. All’arrivo alla stazione trova il figlio con una giovane donna, Diantha, che le viene presentata come la sua nuova moglie. Seduta in mezzo a loro nel taxi intanto che si avvicinano al teatro dove Kurt sta tenendo le prove, Ida non può far altro che sentirsi esclusa. In un continuo oscillare fra il passato e il presente facciamo la conoscenza di Ida Bauer. La troviamo bambina negli ultimi anni dell’Ottocento mentre si occupa della salute del padre sostituendo di fatto la madre nelle cure, la seguiamo nei primi anni del novecento a Vienna in famiglia con i genitori e l’amato fratello Otto, incontriamo i coniugi Zellenka, Pepina e Hanns e scopriamo che la donna ha una relazione con il padre di Ida e che Hanns cerca di sedurla nonostante lei abbia appena quattordici anni. Questi tentativi di seduzione le creeranno seri problemi psicologici e la faranno approdare nello studio del celebre Dottor Freud. Il medico la prenderà in analisi per un breve periodo di tempo fino a quando però lei deciderà di interromperla, con grande disappunto dello stesso. A ventidue anni Ida sposa il compositore Ernst Adler, nipote e figlio adottivo del grande attore Adolf von Sonnenthal, e successivamente attraversando la prima guerra mondiale e la seconda e le vicende legate alle persecuzioni degli ebrei, arriva in America dal figlio diventato un celebre direttore d’orchestra…

Ma chi è Ida? Ida altri non è che Dora, la prima e più famosa paziente di Sigmund Freud, è la diciottenne che causò molti grattacapi al futuro padre della psicoanalisi: lingua tagliente, famiglia complicata, irritabilità, tristezza e pensieri di suicidio. Ma soprattutto una serie di sintomi nel proprio corpo: afonia, tosse, svenimenti, mal di pancia. Il romanzo nasce da studi documentati (interessante è anche aver riportato tra le pagine le considerazioni originali del grande maestro della psicoanalisi nelle lettere scritte ai colleghi e nei Frammenti di un’analisi di un’isteria. Il caso clinico di Dora), e grazie a queste ricerche la Adler racconta episodi storici carichi di conflitti politici ma anche personali della protagonista consentendoci di entrare nella storia della paziente del dottor Freud, una donna straordinaria entrata nella storia della psicoanalisi, restituendole il nome e la verità. Il primo romanzo dell’autrice, pronipote della protagonista Ida Bauer, è stato nominato per il Klaus-Michael Kühne Prize e il ZDF-aspekte-Literaturpreis, quest’ultimo il premio che viene assegnato dalla stazione televisiva tedesca ZDF per il miglior debutto in prosa in lingua tedesca.



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