Ignazio Silone

Ignazio Silone
Ignazio Silone nel 1930 scrive un romanzo che sconvolge l’opinione pubblica internazionale al momento della sua uscita, avvenuta tre anni dopo. All’epoca è tradotto in 27 lingue. Quel romanzo prende corpo quando lo scrittore è appena uscito dalle fila del PCI e quando è ospitato in un sanatorio ticinese. L’opera è portata a termine a Davos, dove lo scrittore resta circa un anno sotto una falsa identità. Il suo aspetto, occhi grandi, moro, due baffetti ben delineati, gli consentiva di farsi passare come cittadino spagnolo, per cui l’ultimo passaporto usato in Italia nel movimento clandestino antifascista, di fatto, è credibile. Quella scomoda e clamorosa opera s’intitola Fontamara, che non indica in realtà una provincia italiana ma la via in cui Silone nasce, una strada alla quale un tempo si abbeveravano le bestie, che diventa nell’immaginario letterario lo sfondo storico in cui irrompe il fascismo…
Sensibilità culturale dell’editore e competenza letteraria della curatrice Yukari Saito restituiscono al pubblico dei libri preziosi una gemma autentica di documentarismo letterario, in cui il rigore della ricostruzione filologico-letteraria si coniuga con l’esegesi puntuale, oltre che con la presenza di una vera e propria “chicca”: il carteggio fra Ignazio Silone e la stessa Luce D’Eramo, figura di statura riconosciuta, nata in Francia da genitori italiani. Un’opera che disinnesca la lentezza ritmica di certa saggistica biografica grazie ad uno stile limpido, d’intonazione quasi elegiaca e che si segnala per almeno due motivi: l’attenzione culturale verso un periodo della letteratura italiana da ripensare, per la congerie di riflessioni espresse dai suoi principali protagonisti, spesso citati ma poco conosciuti; la ricostruzione della travagliata esperienza politica di Silone che lo condusse a coniare l’espressione del“fascismo rosso” contro le degenerazioni dello stalinismo, ponendo l’accento sulla dialettica fra l’apporto degli intellettuali nella loro area politica di appartenenza e i vertici di partito.

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