Il bambino che seppelliva chitarre

Il bambino che seppelliva chitarre
Siamo negli anni Sessanta. Paolo e Daniela, due bambini che abitano nello stesso condominio, sono uniti da un istintivo legame di profonda amicizia, che li porta a essere complici di ogni situazione, perfino quelle più bizzarre. All’età di otto anni Paolo, convinto che per far desistere la sorellina dal suo continuo piagnucolare occorra uno shock, decide di scagliarla con la carrozzina in mezzo a una strada trafficata, mettendone a repentaglio la vita. Da quel momento a Daniela viene impedito dai famigliari di frequentarlo e tutto il paese prende a guardare al ragazzino con terrore e diffidenza, costringendo la famiglia a trasferirsi altrove. Con il passare degli anni Paolo continua a compiere azioni che solo la sua coscienza accetta e giustifica, senza che questo gli impedisca di diventare un medico e di conquistarsi la stima dei pazienti. Nel frattempo Daniela si è sposata e ha avuto un figlio, ma i suoi pensieri subiscono di continuo la pressione della nostalgia per una vita diversa. E non riesce dimenticare il suo vecchio amico d’infanzia che come lei vive nell’attesa di una svolta che possa dare un senso alla propria vita…
Giunta al suo quarto romanzo, l’arte narrativa di Sergio Cardinali trova conferma e nuovo rilancio. Il bambino che seppelliva chitarre è un libro, infatti, in cui la fascinazione letteraria passa non più attraverso il ritmo musicale e gli ampi squarci di prosa poetica che avevamo imparato a conoscere e ad apprezzare nelle opere precedenti. Ma mediante l’impiego di una scrittura che si condensa e trova sostanza nel segno di una narrativa ormai del tutto matura. Un felice connubio di misura e di potenza espressiva che percorre un sentiero più nitido e serrato del solito e non per questo induce a  riflessioni profonde e affatto scontate. Qui il lettore troverà le testimonianze vive di un’umanità che credevamo disperse, di un sentimento di amicizia affettuosa capace di sopravvivere a tutte le intemperie della vita. Apprezzabile la strategia di consegnarci le pieghe più recondite di questa vicenda facendo leva sui due diversi punti di osservazione, consentendo all’autore di esplicitare emozioni, che attraverso una convenzionale modalità di scrittura sarebbero andati perse. Il libro – che è stato adottato come testo scolastico da due istituti superiori della città di Jesi, dove lo scrittore vive, lavora e dirige la scuola musicale G.B. Pergolesi – è risultato vincitore del II Concorso di Letteratura a carattere internazionale della città di Pontremoli e ha ricevuto segnalazione di merito alla XXVI edizione del premio internazionale di poesia e narrativa "Cinque terre - golfo dei poeti”. Che aspettate a leggerlo?

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