Il bosco delle volpi impiccate

Il bosco delle volpi impiccate
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Oiva Juntunen è un trentenne smilzo, gangster professionista (la sua filosofia è semplice: “Il lavoro onesto mi è estremamente sgradevole. Mi sembra umiliante lavorare ed essere per giunta pagati da un essere umano”), e ha appena fatto il colpo della sua vita. La rapina al mezzo che trasportava lingotti d’oro dall’Australia, dove lavora un suo cugino, alla Banca Nazionale di Norvegia gli ha fruttato un bottino così ricco da permettergli di ritirarsi a vita privata e godersela. Ma c’è un solo problema, e non di poco conto: come liberarsi dei due complici all’indomani della loro uscita dal carcere, l’ex manovratore di bulldozer Heikki Sutinen – meglio noto nell’ambiente come Suti la Ruspa ‒, ed Hemmo Siira, ex impiegato d’azienda e pluriomicida. Juntunen non ha alcuna intenzione di dividere, come invece era stato pattuito, i lingotti d’oro con quei due buzzurri, ma se liberarsi del primo, un bestione sempliciotto, con un abile scherzetto non è difficile, la questione che riguarda “l’ometto diabolico, pluriomicida senza pari” è assai più complicata. L’unica è sparire dalla circolazione, ma come non farsi trovare dall’astuto Siira? In attesa che il pericoloso criminale esca di prigione – e c’è da essere certi che non ci metterà molto, in un modo o nell’altro – Oiva fugge verso nord (“Dovevano pur esserci al mondo luoghi più sicuri pe un normale malvivente”), fino a perdersi nei boschi della Lapponia. Ma non è affatto destinato a restare solo e ben presto il suo rifugio, una capanna da boscaiolo abbandonata sul monte Kuopsu, accoglie altri strambi personaggi. Per primo arriva Sulo Remes, un maggiore dell’esercito finlandese un po’ troppo affezionato alla bottiglia (“Per la verità, la mia ubriachezza è una malattia professionale”) che si è preso un periodo di aspettativa da lavoro e famiglia; poi si aggiunge Naska Mosnikoff, una vecchia lappone che appena compiuti i novanta è scappata di casa, ha attraversato il bosco innevato e ha seminato mezza Finlandia alle sua calcagna; quindi due donnine allegre e bellissime direttamente dalla Svezia, “ordinate” ad un amico di Oiva, che allietano il Natale del curioso terzetto; e dal primo momento con loro c’è Cinquecentino, un volpacchiotto che va a trovarli soprattutto quando loro gli mandano un richiamo per regalargli salsicce e pupazzetti di gomma e che – dovete fidarvi sulla parola! – gli sorride felice ogni volta. Il rifugio diventa presto una specie di angolo di paradiso dotato di ogni comodità, elettrodomestici di ogni tipo, e persino di una sauna e di una lussuosa vasca da bagno, e riscaldato da una armonia e un affetto fuori dall’ordinario. Riuscirà Oiva a sfuggire allo spietato e ormai furibondo ex impiegato d’azienda Siira? E quanto può durare una bella favola?

Se siete tra coloro che dopo aver letto L’anno della lepre siete stati conquistati dalla scrittura magica di Arto Paasilinna, non potete perdervi per nessun motivo Il bosco delle volpi. Il tema caro allo scrittore finlandese, la fuga dalla vita caotica, dalla civiltà, dalle misere sovrastrutture del quotidiano, unita a quello della libertà assoluta offerta soltanto dalla natura, a patto di saperla rispettare, si ritrova infatti anche in questa meravigliosa storia (novelle ama definirle Paasilinna). Edita nel 1983 in Finlandia, in Italia è stata pubblicata per la prima volta nel 1996 ed è arrivata alla decima edizione, dopo aver modificato nel tempo il titolo – ora tornato all’originale Il bosco delle volpi impiccate, finora ritenuto troppo forte. La vicenda dello squinternato gangster e dei suoi amici assurdi almeno quanto lui è ambientata ancora una volta nella natura selvaggia del nord, tra aurore boreali e silenzi incantati, animali selvatici e boschi pieni di insidie ma anche generosa di regali; in particolare questa volta Paasilinna racconta il suo paese natale, Kittilä, e lo fa con toni sognanti che al lettore fanno desiderare un viaggio immediato e quasi indispensabile. I personaggi, come accennato e come tutti quelli delle favole del Nostro, sono bislacchi e stravaganti e vivono felici nelle loro realtà parallele, le situazioni surreali e oniriche; il risultato è una storia esilarante, commovente, romantica, talora venata di cinismo e humour nero. Si parla di amore, di truffe, di amicizia, di assassini, di prostitute, di anziani, di gatti, ma soprattutto di una libertà infinita fatta di condivisione, di emozioni, di affetti sinceri, di sentimenti nati spontaneamente e non per convenzione, capaci di restituire il senso vero e ultimo dei rapporti tra le persone, con gli animali, con la natura. Si parla anche di morte, ma con toni così delicati che alla mente vengono le parole del poeta russo Sergej Aleksandrovič Esenin, il marito di Isadora Duncan, quelle parole che Angelo Branduardi ha tradotto meravigliosamente in musica così “La notte è così tersa, qui forse anche morire non fa male”. E la morte diventa parte della vita, del corso di una narrazione, così, con naturalezza, ma circondata da tutto l’affetto possibile che mitiga e conforta il dolore. Provate a non commuovervi per la vecchia Naska o per il volpacchiotto Cinquecentino; e tuttavia subito dopo vi scoprirete a sorridere per uno degli improvvisi risvolti che solo Paasilinna sa creare senza sembrare incoerente o superficiale. E provate anche a spiegare perché le sue storie risultino così incantate e incantevoli da riconciliare con il mondo. Di fatto una motivazione logica non riuscireste bene a darla, provate davvero a leggere e lo scoprirete. E saprete così se siete tra quei pochi che proprio non ce la fanno a leggere i suoi romanzi o tra coloro che da queste letture ricevono un dono prezioso che capita di rado anche con libri bellissimi, una forma unica di serenità e conforto dalla quotidianità, tanto da aspettare il momento di leggere quelle pagine con ansia e con un sorriso. Quasi che basti raccontarlo un mondo secondo Paasilinna per sperare o illudersi che da qualche parte, sperduto tra i boschi della Lapponia, esista davvero e che basti decidersi e prima o poi andarci davvero e trovarlo.



 

 

 

 
 
 
 

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