Il cacciatore del buio

“Hic est diabolus”. Questo gli aveva sussurrato quella suora davanti ai resti martoriati di una consorella, proprio lì, nel cuore della Chiesa, nei giardini vaticani. Marcus era stato chiamato per cercare il colpevole; solo lui avrebbe potuto farlo grazie al suo “dono”, ovvero individuare le anomalie – in esse si cela il Male – negli indizi, nelle scene del crimine, negli eventi. Ma quella storia è rimasta come una ferita aperta… Marcus ha solo quello: il suo dono speciale, niente altro. Non ha identità, non ha memoria. Gli hanno solo raccontato che è un prete, un penitenziere, e che non deve chiedere nulla, solo obbedire. Non sa nemmeno bene a chi. Ora c’è bisogno di lui di nuovo a Roma, dove il Male è tornato ad uccidere, con modalità crudeli e spietate, giovani coppiette appartate. Marcus deve cercare le anomalie e ricordare uno degli insegnamenti più importanti che gli sono stati impartiti: “Il bene è l’eccezione, il male la regola”. Nel corso della sua indagine segreta ritrova Sandra Vega, la donna che aveva conosciuto tempo prima in altre tragiche circostanze. Lei è una fotorilevatrice della polizia ed è stata istruita a fotografare il nulla perché possa rivelare la verità. Bisogna capire qual è la storia che il mostro di Roma sta raccontando con i suoi omicidi e fermarlo al più presto. Ma prima è necessario scoprire chi e perché pare proteggerlo nell’ombra, da chi bisogna davvero guardarsi e soprattutto seguire all’indietro nel tempo misteriosi e inquietanti simboli esoterici intrecciati ai delitti…

Donato Carrisi al suo quarto thriller - destinato a diventare un successo come i precedenti - conferma di essere uno dei migliori autori di genere in Italia al momento. L’intreccio e i personaggi non appaiono mai scontati e banali, e i colpi di scena si susseguono incessanti fino alla fine. Elementi esoterici e storici, soprattutto legati alla Storia della Chiesa, si intrecciano con una trama avvincente narrata per capitoli brevi che costringono il lettore ad andare avanti per riannodarne tutti i fili, a dimostrazione che Carrisi il mestiere lo conosce, e anche bene. Le oltre 400 pagine si leggono quindi rapidamente, e con piacere si intuisce un seguito delle vicende di Marcus (già protagonista con Sandra de Il tribunale delle anime). Assai suggestiva la cornice di una Roma piena di mistero e fascino che diventa apprezzata coprotagonista. Pure qualche piccola sbavatura la si coglie, ad esempio nelle ripetizioni pedisseque e volute di alcune righe per ottenere un effetto drammatico e che invece appaiono superflue, o anche in alcuni cenni più o meno indiretti a vicende reali di cronaca nera, assai note perché amplificate dalla informazione spesso con volgari intenti scandalistici: come è capitato a chi scrive, potrebbero apparire appena di cattivo gusto. Resta tuttavia una lettura gradevolissima, decisamente annoverabile tra il meglio che il thriller di casa nostra offre. Soprattutto perché Carrisi è un narratore ma sa bene, per formazione professionale, quanto il bene e il male abbiano confini sfumati e labili anche nella realtà. E questa scomoda verità, debitamente rimaneggiata, sa farla diventare un ingrediente fondamentale della fiction romanzata. Da non perdere, dunque. Soprattutto gli amanti del genere, ma non solo, sono avvisati.



Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER