Il calcio in giallo

Il calcio in giallo

Istanbul. Proprio ora. Mentre fa colazione al caffè Mavra, Katharina Kati Hirschel riceve una concitata chiamata dalla libreria di gialli che gestisce: il grande amico spagnolo gay Fofo l’avvisa di un nuovo allarme bomba lì vicino, meglio se ne vada. La preoccupazione di morire dilaniati è il prezzo da pagare per vivere nel cuore della città, sempre più segnata dal cattivo governo e dall’Islam politico. Appena arriva scopre quel che Fofo voleva davvero dirle di urgente: si è innamorato di Saeed, un 32enne calciatore nigeriano molto bello; penserebbe addirittura di sposarlo ma è scomparso da cinque giorni. Lo vanno a cercare e scoprono due fenomeni contemporanei: i pregiudizi e le angherie nel mondo dello sport, la sofferenza e l’inventiva dei migranti lungo il percorso… L’elettrotecnico investigatore Enzo si dibatte fra la manovalanza per rapine e prostituzione legata al calcio minore siciliano; Petra e Garzón devono capire chi può aver ucciso un arbitro strano, solo e deluso dalla vita, iperprotagonista sobillatore nei campi dei dilettanti di Barcellona; Massimo e i vecchietti assistono alla tappa di Pineta del campionato italiano di beach soccer femminile, le vecchie compagne di squadra hanno coinvolto la vicequestora Alice, mangiano da Aldo, c’è odore di reati; l’amico vicequestore Rocco deve fare l’allenatore giocatore nel big match annuale di Aosta “questura contro tribunale”; Donatella dell’appartamento 15 lascia Marghi a Consonni (dell’8) e accompagna Gianmarco a Sesto per la partita dei ragazzi (con turbamenti gay), lo stronzo genitore avversario incappa nel pluriomicida evaso; il disoccupato ex vip Saverio lavoricchia in provincia di Trapani e, quando muore il cugino dopo aver sbagliato un calcio di rigore, incappa nel mondo delle scommesse clandestine…

I racconti del volume sono sette e tutti gli autori prendono il tema comune (alla vigilia della Copa America del centenario e degli Europei 2016) come spunto per divagare sui propri personaggi seriali e per metterli in un contesto criminal-calcistico. La giornalista e scrittrice Esmahan Aykol (Edirne, 1970) vive tra Berlino e Istanbul e spesso racconta con acume il crocevia turco sui giornali europei. Ora sta assistendo alla crisi del terrorismo e delle migrazioni 2015-16, resa ancor più confusa dalle menzogne del potere e dalla censura dei mass media. Narra di calcio attraverso Kati e allude agli attacchi razzisti (in Turchia quelli da fischiare e mortificare sono curdi e armeni), alle rotte degli scafisti, al mercimonio dei passaporti. Spiega la fuga degli occidentali da Istanbul, divenuta un melting pot per gli arabi di diversi Paesi e di differenti realtà socioeconomiche. Ci guida nell’evoluzione triste di Taksim e di Galata. Il suo racconto va letto come un fondo e andrebbe studiato da chi usa Erdogan a fini privati, pur mantenendosi nel garbo e nell’ironia caratteristiche dell’autrice. Gli altri graziosissimi testi della tempestiva raccolta Sellerio hanno lo stesso filo, in un analogo rapporto con tecniche e obiettivi degli autori seriali. Ancora una volta forse quello letterariamente più riuscito e composito (e lungo) è quello del giornalista Gaetano Savatteri, palermitano trapiantato a Roma; il più simpatico come sempre Marco Malvaldi; il più divertente è Antonio Manzini, davvero esilarante e scoppiettante, non perdetevelo per la prima volta col suo Schiavone in una storia breve aostana. Alicia Giménez-Bartlett indulge un poco nel macchiettismo, gli altri italiani (maschi e non più proprio ragazzini, Malvaldi è comunque del 1974) garantiscono produzione di qualità in una composizione per sportivi attempati. Non c’è compatriota che non abbia giocato a calcio in gioventù: de te fabula narratur. E qualche buon vino si rintraccia in ogni pagina. Per consolarsi dalle delusioni europee?



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