Il cammino dell' arco

Nel villaggio nessuno ha mai visto Tetsuya con un arco in mano, tutti sanno che è un falegname. Lo straniero che lo sta cercando ha viaggiato a lungo per sfidarlo, perché Tetsuya è considerato l’arciere più bravo del paese, ma se ha abbandonato, è tempo che quel titolo possa andare a qualcuno che lo merita di più. Quando Tetsuya li scorge, mentre sta lavorando nel laboratorio che si trova sul retro della casa, nota subito la lunga sacca sulle spalle dello straniero che gli spiega subito che è venuto per dimostrargli che, con moltissimi anni di pratica, anche lui è riuscito a raggiungere la perfezione: “Ho seguito i vostri insegnamenti, mi sono sforzato di rispettare il cammino dell’arco e adesso credo di meritare che mi guardiate, mentre tiro e che, magari, vi cimentiate con me”. Promette che se riceverà questo onore, poi se ne andrà senza rivelare a nessuno il luogo dove il più nobile dei maestri vive e si è nascosto. Così dicendo estrae dalla sacca un lungo arco di bambù con l’impugnatura leggermente più in basso rispetto al centro, si inchina davanti a Tetsuya e va verso il giardino, dove si inchina di nuovo e guarda un punto lontano, si posiziona, divarica le gambe, assume la postura del tiratore provetto, posiziona l’arco e incocca la freccia. Sembra una specie di rito, Tetsuya interrompe il suo lavoro e guarda lo straniero con grande curiosità. Lo vede avvicinare l’arco al centro del petto, sollevarlo sopra la testa, abbassarlo mentre tende la corda e tira la sua freccia...

Il cammino dell’arco è un altro libro formativo di Paulo Coelho, l’ennesimo. E arriva esattamente a venti anni dal Manuale del guerriero della luce. Con la tecnica del tiro con l’arco e le illustrazioni di Christoph Niemann, costituisce un’ispirazione a usare quotidianamente impegno, determinazione e coraggio nel prendere le decisioni importanti, pur di superare le difficoltà che ognuno si trova nel proprio cammino. Tutto il “rito” dell’uso dell’arco e delle frecce, gli stessi arco e frecce, non sono altro che metafore della vita, di tutto ciò con cui dobbiamo riempirla e suggerimenti per l’evoluzione della specie umana. Il cammino stesso rappresenta il percorso che ognuno di noi compie nella propria esistenza, nel corso della quale solo attraverso un serio lavoro quotidiano possiamo compiere quei passi necessari che ci conducono al superamento dei nostri limiti spirituali. Non siamo nuovi a questi lavori di Paulo Coelho che intendono mostrarci la strada da percorrere (anche se ognuno segue la sua) e come percorrerla. Concentrarsi sull’obiettivo, migliorarsi, scegliere alleati con cui condividere il proprio sentiero, cercare la serenità necessaria per scoccare la propria freccia, sono tutti gli insegnamenti che Tetsuya fornisce allo straniero, una volta che gli ha dimostrato che c’è molto altro oltre l’allenamento quotidiano fine a se stesso, al punto che arriva anche alla configurazione di Dio, “maestro perfetto” da tenersi sempre vicino, che, sottolinea, alcuni chiamano “talento”.



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