Il canto della notte

Il canto della notte
Maila è una diciottenne che vive ad Amadriade, nei pressi del paesino di Robilante, in Piemonte. È orfana e vive con Victor e Lisaika, i sui genitori adottivi che si prendono cura di altri mutaforme, esseri dalle sembianze umane che si trasformano in lupi ma che non si cibano di carne umana, i Toron Isil. La vita scorre più o meno tranquilla per la piccola comunità, attenta a non farsi scoprire dagli umani e dai Disincarnati, umani folli, tra i pochi a sapere della loro esistenza e sempre a caccia di licantropi, considerati la discendenza di un ancestrale patto con il diavolo. Le cose cambiano quando due lupi aggrediscono un uomo del posto. Gli Artigli Rossi son tornati. Essi sono licantropi che si cibano di carne umana, allontanati tempi addietro dai Toron Isil, confinati in un limbo protetto da magneti, un luogo infernale chiamato il Non Dove. Per salvare gli umani e se stessi i Toron Isil hanno bisogno di un Prescelto designato dalla Luna e annunciato dal Canto della Notte, un suono che gli umani non possono percepire, un suono che annuncia che la Prescelta è proprio Maila, l’unica in grado di decapitare Seimo, il capo degli Artigli Rossi, e ricacciare la sua stirpe nel Non Dove…
Non fai in tempo ad accettare i nuovi vampiri proposti da Twilight ed ecco spuntare i nuovi licantropi che non si cibano di carne umana e che combattono contro i veri licantropi, quelli cattivi, quelli a cui ci avevano abituato la letteratura di genere, inaugurata dal romanzo vittoriano di Georg William Reynolds Wagner the wehr-wolf  pubblicato tra il tra il 1847 e il 1847, e il cinema, soprattutto con la pellicola di John Landis Un lupo mannaro americano a Londra, del 1981. I licantropi che la sanremese Camilla Morgan Davis (pseudonimo della scrittrice Carlotta De Melas) propone ne Il Canto della notte cercano di integrarsi con gli esseri umani, ascoltano mp3, si vestono di nero e comprano su eBay, seguendo i dettami di un genere, l’urban fantasy, che si compone di ambientazioni contemporanee ed urbane, limitando la narrazione in una determinata zona geografica. In questo caso teatro dell’azione è il Piemonte e i boschi di Robilante, una piccola provincia di circa duemila abitanti, che diventa il centro di una lotta che potrebbe cambiare le sorti dell’intero genere umano. Ma non solo. Come ogni fantasy che si rispetti, il plot viene arricchito da un viaggio, quello di Maila alla volta degli Altri Tatra seguita dal fedele Ren, un Othar addestrato a difendere la Prescelta, e da lotte cruente, in cui il nero della notte e il rosso del sangue si mischiano nelle pagine di un romanzo ricco di allegorie, leggenda e poesia.

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