Il Canto di Bernadette

Il Canto di Bernadette
Autore: 
Traduzione di: 
Genere: 
Editore: 
Articolo di: 
Bernadette è poco più che una bambina, delicata e cagionevole. Vive a Lourdes, una cittadina francese sui Pirenei, piccolo centro di contadini e massaie, dedite alla cura della casa e dei figli. Ogni giorno la sua famiglia, i Soubirous, combatte la propria battaglia quotidiana: un padre caratterialmente debole e incapace di prendere in mano la propria vita e di “portare il pane a casa”, vittima del piacere dell’alcol, una madre dall’istinto caritatevole, vero capo-famiglia, supporto continuo per un marito inadatto. Poi ci sono i quattro figli, due maschi e due femmine. Marie e Bernadette, le ragazze, sono completamente diverse tra loro: estroversa e socievole la prima, riservata e sottovalutata la seconda. Tutto cambia quando Bernadette vede la Signora: «Ha un velo prezioso che ricadendo dal capo le arriva ai malleoli. Ma pare che la signora in abito da sposa non porti una di quelle pettinature tenute su a forza di forcine e pettini che sono di moda nel gran mondo, poiché dal velo spuntano, avidi di libertà, dei ricciolini castani». Chi è questa donna bellissima e misteriosa? Lo spirito di qualcuno scomparso precocemente? È certo che dal momento dell’apparizione Bernadette acquista una forza inaudita, sia fisica che spirituale. Appare cambiata completamente, costantemente in unione materiale e spirituale con la Signora dal velo di un bellissimo azzurro. Ma ciò che non si può spiegare in termini razionali e logici viene automaticamente catalogato nella follia: Bernadette è una fonte di disonore per la sua famiglia, la sua è tutta una pazzia, che non fa altro che recar danno all’immagine di una famiglia, sì in difficoltà, ma pur sempre dignitosa. Il problema è che la ragazza non potrà più fare a meno della Signora, assumendo un atteggiamento diverso, addirittura un aspetto nuovo: quello di una “martire beata”. Non mancheranno gli scettici e i critici, quelli che crederanno e quelli che la eviteranno, ma la storia le riconoscerà la fortuna di essere stata scelta come messaggero e araldo della Madonna…
Il canto di Bernadette di Franz Werfel nasce da un voto, un debito spirituale dell’autore: fosse sopravvissuto avrebbe dovuto raccontare la storia di Bernadette. Werfel infatti era un ebreo praghese che, in fuga dalla persecuzione nazista, si rifugiò con la famiglia sui Pirenei e per parecchie settimane rimase nascosto a Lourdes. È in questi luoghi che venne a conoscenza della storia di Bernadette Soubirous, la ragazzina quattordicenne a cui, nel 1858, si diceva fosse apparsa la Madonna. Da qui nasce il suo voto, quello di “rendere onore sempre e dovunque, attraverso i miei scritti, al segreto divino e alla santità umana”. La storia di Bernadette, pur non essendo raccontata da un cattolico ma da un ebreo, trasuda devozione e rispetto. Werfel sente che la sua missione è quella di narrare ai lettori degli avvenimenti assolutamente storici: ciò che importa non è tanto il fatto di credere o meno all’apparizione della Madonna, ma il ritratto di un’epoca e dell’umanità di un piccolo borgo sui Pirenei. Tra scetticismo e devozione, l’autore accompagna il lettore in un viaggio alla conoscenza dei personaggi, con una scrittura piacevole e a tratti ironica. Uno scorcio di umanità, proprio lì dove essa si incontra con il divino. Il canto di Bernadette è un romanzo di rara intensità, non solo per i credenti, ma (ancora di più) per tutti quelli che amano addentrarsi in un contesto storico lontano, forse soltanto in termini temporali, ma inevitabilmente vicino se parliamo di valori, relazioni, atteggiamenti. Tra sguardo pittorico e rappresentazione di una società, su uno sfondo in cui il divino è già assodato.

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER