Il carico da undici

Il carico da undici
Montalbano e non solo. Un “viaggio” letterario diviso in tre sezioni (saggio, intervista, trame) che ricostruisce il percorso narrativo di Andrea Camilleri, padre dell’universalmente noto commissario di Vigata. Si parte dall’analisi delle opere sinora pubblicate dallo scrittore siciliano (in tutto 47 volumi dal 1978 fino al 2007) in un’ampia prima sezione improntata sulla ricerca di un canone stilistico omogeneo tra gli scritti. Dalla forte impronta di sicilianità (Camilleri è nato a Porto Empedocle, in provincia di Agrigento, nel 1925), al profondo rapporto con i conterranei Sciascia e Pirandello (“Sciascia porta il mondo in Sicilia mentre Camilleri porta la Sicilia nel mondo”, “Camilleri ha creato un personaggio nevrotico e dunque novecentesco che sarebbe piaciuto non poco a Pirandello”), dalla genesi di Montalbano (“Montalbano ha introdotto nel poliziesco le proprietà lacaniane e con Lacan anche Freud”), alla Mafia (“Camilleri ritiene che il mafioso abbia piuttosto piena consapevolezza della sua natura e del suo stato altro non essendo che dissimulazione e mistificazione l’idea che da di sé agli altri”): uno spaccato approfondito e circostanziato da Il corso delle cose (1978), romanzo poliziesco scritto ben 10 anni prima della pubblicazione, fino a Voi non sapete (2007) incentrato sui pizzini di Provenzano. La seconda sezione è, invece, dedicata ad una lunga intervista nella quale lo scrittore si concede raccontando il suo universo letterario (“Ho l’epatite letteraria che ci posso fare”) e il rapporto con il dialetto (“Che non è in realtà siciliano. E’ una particolarità); analizza il suo personaggio più famoso (“Montalbano è un uomo a metà tra acqua e terra come me”) e racconta episodi legati alla sua infanzia in Sicilia (“Da piccolo passavo gran parte dell’anno in campagna”). Nell’ultima sezione, infine, vengono presentate le trame delle opere citate...
Tutto quello che avreste voluto sapere su Camilleri e non avete mai osato - o voluto - chiedere. Gianni Bonina, giornalista e scrittore catanese, vero cultore del suo illustre conterraneo si cimenta in un’opera articolata e complessa, un lavoro raffinato (forse un linguaggio più semplice avrebbe giovato alla comprensione, però) che si propone di offrire una panoramica completa su Camilleri, e in parte ci riesce. Chi sono i destinatari ideali di questo saggio-tributo? Chi ama il demiurgo di Salvo Montalbano e ha letto tutti i suoi lavori, ovviamente, ma anche chi ha letto solo un romanzo del maestro (consigliato magari da un amico) o chi si è appassionato alle fiction con Luca Zingaretti nei panni del commissario (e qui si fa il pieno di pubblico femminile, garantito). Una analisi – a dire il vero al limite della maniacalità – che aiuta a immergersi (rischiando, però, di affogare) nella vita e nelle opere di un grande scrittore, giunto al successo in tarda età e passato per la tv, il teatro e i libri, che forse, schivo com’è, preferirebbe essere lasciato in pace. Il “carico da undici” del titolo è una espressione che Camilleri ama usare molto spesso nei suoi romanzi.

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