Il castello dei Pirenei

Il castello dei Pirenei
Solrun è una donna che ama le lettere, Steinn un professore di Fisica. Lei ha una fede incrollabile nel destino, lui è materialista e completamente ateo; lei è animata da passioni profonde, lui da una ragione tagliente. Solrun e Steinn hanno entrambi cinquant’anni, si sono amati profondamente trent’anni prima, un amore assoluto, profondo, un amore che sembrava eterno. Si rincontrano sulla terrazza di un hotel che per loro ha avuto un preciso significato: oggi sono sposati, hanno figli, due vite piene eppure basta una chiacchierata per capire che quel legame tanto speciale e spezzato da un evento improvviso e scioccante è sopravvissuto e che tante domande sono rimaste senza risposte. Decidono allora di iniziare una corrispondenza via mail ad un’unica condizione - quella di cancellarle immediatamente dopo averle lette. Iniziano così, una volta rientrati nelle rispettive città, un rapporto epistolare che permette loro di ritrovare gradualmente una confidenza creduta persa. Ma i punti rimasti in sospeso sono molti e le ombre del passato li raggiungono costringendoli a rivivere tutto…

Nuovo romanzo per l’autore de Il mondo di Sofia: Jostein Gaarder torna a confrontarsi con i grandi temi, le grandi domande, gli interrogativi propri di ogni uomo in ogni tempo. I personaggi, incarnazione di ragione e fede, si scontrano su  un terreno comune e con l’impianto classico dei testi filosofici, il dialogo, portano il lettore ora su una posizione, ora sull’altra costringendolo a porsi delle domande e a ricercare dentro se stesso le risposte. Ma l’uso del dialogo non è il solo richiamo alla filosofia antica (grande amore dello scrittore norvegese) il fatto che i protagonisti cancellino le mail subito dopo la lettura, che non conservino cioè la parola scritta, richiama la grande tradizione orale della trasmissione della conoscenza. Destino, sincronicità, spirito, anima, atomi, diventano così pedine su una scacchiera, parti di un gioco con delle regole che si apprendono soltanto mettendosi in discussione.

Leggi l'intervista a Jostein Gaarder

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