Il catalogo delle donne valorose

Il catalogo delle donne valorose

Una rosa non basta a rendere giustizia alla giornalista Ilaria Alpi, anche se la rosa che porta il suo nome è un ibrido di tea, profumatissimo, con petali bianchi che mentre sfioriscono tendono al rosa cipria. Una dedica da parte del vivaista-ibridatore Davide Dalla Libera che, come Ilaria e il suo operatore Miran Hrovatin, mette la passione nel suo lavoro con perseveranza e onestà... Nata per calcare il palcoscenico che la folgorò da bambina al punto da investire i suoi risparmi in biglietti di teatro, Josephine Baker, detta Tumpie (e solo successivamente “La Perla Nera”), fa il suo primo provino a 13 anni, di nascosto dalla madre, ma ben consapevole di essere in grado di catturare l’attenzione di tutti. Ma la sua grandezza di donna non fu solo questa... La rosa Vanessa Bell ha grossi fiori doppi di un giallo limone chiaro con un profumo tenue di tè verde e limone. La donna a cui è dedicata è Vanessa Stephen, pittrice e sorella di Virginia Woolf, ovvero una donna e un’artista originale che sfidò le convenzioni per imprimere il suo tocco di modernità all’arte inglese, ma anche alle forme classiche di convivenza familiare. Divenne Vanessa Bell sposando il critico d’arte Clive Bell, padre dei suoi due figli... Anche Karen Blixen ha la sua rosa, amante dei climi secchi e da proteggere con il freddo, proprio come colei che ha fatto dell’Africa la sua casa e la sua ispirazione e che confessò un giorno di essere rimasta colpita dall’innocenza e dalla vitalità di Marilyn Monroe, che le ricordava il cucciolo di leonessa che le venne regalato un giorno...

Serena Dandini non è una donna comune e solo lei, continuando da scrittrice a parlare di donne, poteva dare alle stampe un catalogo in cui sono citate quelle valorose, soprattutto, senza renderlo come tanti altri libri di biografie al femminile. Intanto la parola “catalogo” è legata all’unicità di presentare ciascuna biografia attraverso l’ibrido di una rosa. E poi le scelte: sono tutte donne di cui si sa poco o nulla, di cui a volte anche il nome è in grado di dirci poco e che invece hanno lasciato un segno. Le loro storie non sono le solite biografie “lagnose”, scandite dal tempo e dal susseguirsi degli eventi, ma “prendono poco spazio”, giusto quello che serve per gli aspetti salienti a cui viene dato, però, tutto il tempo per colpire l’immaginazione e l’attenzione. E c’è posto per tante, in tutto 34 e tutte avventurose, intraprendenti, che hanno pagato tutte il proprio contributo di sofferenza, ma che sono state grandi, sotto molti punti di vista, dall’arte alla musica, dalle battaglie per i diritti delle donne alla difesa delle donne violentate. Introdotte dai collage di Andrea Pistacchi, non senza dimenticare il fiore che porta il loro nome, sono donne davvero valorose e vanno da Olympe de Gouges (nel 1791, in mezzo a tanta liberté, egalité, fraternité, ricordò che mancavano i diritti della donna e della cittadina e scrisse la sua Dichiarazione) alla nostra Grazia Deledda (l’unica scrittrice italiana Nobel per la Letteratura, ma che fu contrastata a lungo e fin da ragazzina per questa sua attitudine dello scrivere). C’è anche Betty Boop, sì, il cartone animato dall’immagine sensuale e trasgressiva. Pur se eroina di carta, in quanto donna all’avanguardia ha dovuto combattere le sue battaglie per lo spazio che meritava!

LEGGI L’INTERVISTA A SERENA DANDINI



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