Il cerchio dell’odio

Bruno Canalis è morto. È stato ucciso nel suo ufficio, presso il Dipartimento di Studi Politici Internazionali, al secondo piano dell’Istituto Superiore di Studi Orientali di Napoli. Era un esperto della Cina, un intellettuale vicino al PCI (quando ancora esisteva), ed è stato colpito alla tempia sinistra da un oggetto contundente non meglio identificato. Sono queste le informazioni che di prima mattina, martedì 17 aprile 2012, strappano Raul Marcobi, il capo della Omicidi, al suo incubo, che lo riporta a New York e a Christine, la studiosa di fisica cibernetica tifosa dell’Olympique Marsiglia che ha amato per anni: ma è comunque più al passato che al presente che deve guardare per risolvere il caso…
Con tutta evidenza Massimo Galluppi scrive di argomenti che padroneggia appieno: guida sapientemente il lettore all’interno di una trama complessa e articolata ma chiara, ordita con perizia, cura e ricercatezza, priva di retorica o lungaggini, offrendosi come ottimo cicerone tra strade, vicoli e persino corridoi che conosce come le sue tasche. Approda alla narrativa dopo una lunga carriera di docente universitario, e Il cerchio dell’odio, ricco anche di riferimenti agli ultimi decenni della storia italiana, che ha conosciuto la violenza della lotta armata in nome di ideali politici o presunti tali, è un noir che scorre con grande fluidità e si configura come un testo di pregio che regala agli appassionati del genere l’avvincente tensione che dovrebbe esserci sempre – e invece talvolta manca – in volumi di questo tipo.

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