Il Ciclo delle Fondazioni

Il Ciclo delle Fondazioni

“I pianeti abitati della Galassia erano venticinque milioni e tutti facevano parte dell’Impero, la capitale del quale era Trantor. Quella situazione però sarebbe durata solo altri cinquant’anni”. L’Impero Galattico tende, infatti, ormai inesorabilmente al collasso, e affinché un nuovo equilibrio possa essere ristabilito saranno necessari ben 30.000 anni di anarchia e barbarie. O almeno così sostiene Hari Seldono, grande uomo di scienza e matematico, nonché fondatore della psicostoriografia: una nuova disciplina sociologica secondo cui sarebbe impossibile prevedere il comportamento del singolo individuo ma sarebbe invece assolutamente possibile, e anzi quasi facile, predeterminare matematicamente l’accadere di eventi futuri in cui sia coinvolto un gran numero di individui; l’esattezza della previsione sarebbe inoltre direttamente proporzionale al numero di individui presi in considerazione (più sono le persone coinvolte e più è certa l’anticipazione). Fatta la previsione – tanto infausta quanto attendibile - al lungimirante scienziato non resta, quindi, che mettere a punto una soluzione. Nasce così il “Piano Seldon”, che, pur senza essere reso noto ai più, in “soli” mille anni di interregno si propone di ristabilire l’ordine guidando i membri della Fondazione – o delle Fondazioni?! – e quindi l’universo tutto attraverso la risoluzione, più o meno pacifica e indolore, di una serie di “crisi di Seldon”…

Il ciclo delle Fondazioni è un grande classico della Fantascienza, e ha fama di capolavoro. Viste le premesse, chi si decide alla lettura e non è appassionato del genere rischia una bella delusione: o almeno così la pensava chi scrive quando ha preso in mano il libro. Ma Asimov continua a sorprendere e non delude. Nonostante siano stati scritti tra il 1951 e il 1982, i quattro romanzi che compongono il ciclo – qui raccolti in unico volume - risultano, infatti, ancora eccezionalmente moderni e innovativi. Scritti in modo scorrevole e leggero ma con un linguaggio comunque mai banale o improprio – la laurea in chimica alla Columbia e il dottorato in biochimica nonché lo spiccato interesse per la fisica, l’astronomia e la divulgazione scientifica, fanno di Asimov uno scrittore che usa con cognizione di causa termini e concetti scientifici – i capitoli della saga incatenano il lettore a una trama mai banale che si dipana insolitamente lungo un arco temporale molto lungo, senza legarsi al singolo personaggio ma facendo, invece, sempre affidamento sull’agire dei grandi gruppi sociali. Trama complessa, quindi, che diventa a tratti anche molto avvincente: come quando si scopre la vera natura della prima Fondazione, si seguono le tracce del Mulo o ci si interroga sulla possibile reale esistenza della Seconda Fondazione e sulla sua collocazione.

 


 

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