Il cielo può cadere

Il cielo può cadere
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Sull’aula di tribunale cala il silenzio, mentre le parole del giudice si perdono nel basso ronzio che ottunde le orecchie di Max Rupert, che allunga la mano verso il bicchiere d’acqua, un contenitore di carta cerata poggiato sul corrimano del banco dei testimoni. È vuoto e leggero. Non ricorda di aver bevuto fino all’ultima goccia. Si blocca, il bicchiere a mezz’aria, incerto sul da farsi. Fingere di prendere un sorso? Rimettere il bicchiere a posto? E quella quiete, com’è possibile in un’aula così affollata? Il silenzio è talmente profondo che Max riesce a sentire il sangue che gli pulsa nelle orecchie, la rabbia che gli martella i timpani, provocandogli dei piccoli scatti fino alla punta delle dita. Si sforza di mantenere un’espressione assolutamente impassibile. I giurati lo stanno sicuramente osservando, mentre gli echi del controinterrogatorio continuano a risuonare nelle loro teste, insediandosi nei ricordi. Guardami, Sanden, urla a quel punto Max tra sé, le parole che battono come la testa di un martello sull’acciaio. Guardami negli occhi, grandissimo figlio di puttana che non sei altro. Desidera con ogni sua fibra del corpo e dell’anima che l’avvocato sollevi il capo, ma Boady Sanden mantiene lo sguardo fisso sul blocco per gli appunti accanto a sé. Max respira, lentamente, impercettibilmente, cerca di rilassarsi…

Allen Eskens è esperto di legge: dopo venticinque anni di pratica forense però ha smesso di fare l’avvocato e ora vive con la moglie in Minnesota, che probabilmente per i più, soprattutto fra le ultime generazioni, è la patria dei fratelli Walsh di Beverly Hills 90210, compaesani di quel Mondale candidato presidente democratico – sconfitto in modo epocale da Reagan all’epoca della sua riconferma – in cui onore avevano battezzato la loro vecchia autovettura. I suoi libri hanno successo planetario, sono avvincenti, facili a leggersi, interessanti, ben congegnati: Il cielo può cadere, che ricava il titolo da un’espressione latina che sottolinea la necessità di perseguire la giustizia a qualunque costo, cascasse il mondo, per l’appunto, è fatto di una bella, semplice, chiara, facile e classica prosa e racconta la vicenda (ci sono personaggi che ricorrono nei testi di Eskens, ma per sua stessa ammissione non si tratta di una vera e propria serie) di un detective che deve indagare sull’omicidio della bellissima moglie di un avvocato senza scrupoli. E non solo.



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