Il cimitero di Praga

Il cimitero di Praga
Nato a Torino da una madre francese che lo aveva ben presto abbandonato e da un padre torinese troppo impegnato nell’aderire ai moti carbonari per prendersi cura di lui, Simone Simonini di conseguenza era stato educato dal nonno Giovan Battista. Questi, un ex-ufficiale dell’esercito sabaudo, oltre alla passione per la buona tavola gli aveva trasmesso una viscerale avversione nei confronti degli ebrei. Un odio che nel corso degli anni Simone avrà modo di manifestare anche verso tedeschi e francesi, repubblicani e monarchici, gesuiti e massoni, senza risparmiare neppure le donne. Dopo la laurea in giurisprudenza e un periodo di apprendistato presso il notaio Rebaudengo, in breve tempo diviene uno dei falsari più efficaci e ambiti del suo tempo. La sua straordinaria capacità di imitare la calligrafia altrui e di forgiare atti e verbali fasulli dietro lauti compensi, lo spinge a vendersi agli emissari diplomatici e ai cospiratoti che di volta in volta bussano alla sua porta, lasciandosi condurre al centro di macchinazioni mistificatorie e trame spionistiche, complotti antisemiti e attentati dinamitardi di matrice anarchica…
A distanza di trent’anni dal grande successo de Il nome della rosa, Umberto Eco ci consegna un nuovo avvincente romanzo storico, che ha tute le carte in regola per compiacere le aspettative del suo folto e affezionato pubblico dei lettori. L’intento appare quello di far rivivere, attorno alla figura immaginaria del protagonista principale, le vicissitudini di personaggi realmente vissuti lungo l’arco del secolo XIX, facendole interagire con gli eventi di ordine generale che interessarono la società europea del periodo e specialmente quella italiana. Anche in questo nuovo fluviale volume lo scrittore piemontese ha buon gioco - avvalendosi di una serrata conoscenza della materia storica mai disgiunta da una raffinata ironia - nel mettere in campo una documentazione approfondita e dettagliata sulla vita e l’ambiente storico dell’epoca, nel tratteggiare una minuziosa descrizione dei luoghi e del costume sociale fino nei suoi curiosi fenomeni marginali, senza trascurare il mondo popolare e furfantesco delle più sordide osterie. E proprio nelle divagazioni, prevaricanti rispetto all’intrigo romanzesco, risiede l’elemento di maggior fascino di un romanzo che ci sentiamo di raccomandare fortemente come fonte sicura di curiosità e di piacere.

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