Il commissario cade in trappola

Il commissario cade in trappola

Van Veeteren è in vacanza, lontano dai casi e dalle indagini quanto basta per potersi rilassare a guardare un tramonto senza sentirsi in colpa. In cuor suo però sa che non sono i casi ad agitarlo e tormentarlo, ma quella sottile malinconia che gli si infila sotto la pelle come un coltello, alla cui gelida lama gli è impossibile sottrarsi. Quasi quasi spera che arrivi una notizia, una nuova indagine, qualcosa in grado di impegnargli la mente tanto da gettarcisi a capofitto. Nel frattempo a Kaalbringen, amena cittadina di mare, un tizio di nome Ernst Simmel consuma un cognac e del whisky, opportunamente smorzati da caffè e acqua; cerca di fare colpo su una bionda ossigenata seduta all’angolo del bancone e soprattutto si rende conto che la sua “ora d’aria” è finita e che è giunto il momento di tornare a casa dalla moglie. Stasera però Simmel non se la sente di rincasare subito, preferisce farsi rapire da qualche pensiero sul lungomare del porto. Dopo aver fumato una sigaretta si dirige verso il parco; del resto casa sua è poco più di trecento metri da lì. Nel frattempo nell’ombra qualcuno è molto attento ai movimenti di quell’uomo così ordinario. Lo segue e ne studia i movimenti, in attesa di colpire. Simmel non ha nemmeno il tempo di rendersi conto che la morte ha bussato alla sua porta sotto forma di lama conficcata fra la seconda e la quarta vertebra passando anche attraverso la colonna cervicale, l’esofago e la giugulare. Si tratta della seconda vittima di un killer che dal giorno dopo verrà ribattezzato “il Tagliateste”. Il telefono di Van Veeteren è nuovamente pronto per squillare…

La seconda indagine del commissario Van Veeteren, datata originariamente 1994, vede la luce in Italia soltanto nel 2016, forte del successo ottenuto dalle altre opere del maestro del noir scandinavo Håkan Nesser. In questo intrigante thriller il protagonista dovrà vedersela nientemeno che con uno spietato killer che uccide le sue vittime con veemenza tale da decapitarle o giù di lì. Il quasi esordiente (ai tempi) Nesser mette già nero su bianco alcune delle caratteristiche principali della sua futura produzione, tra cui la malinconia esistenziale dei suoi protagonisti, il ritmo lento e compassato dell’indagine e le glaciali ambientazioni nordiche che immediatamente si stampano nella mente del lettore. Tuttavia, vuoi per lo stile non ancora totalmente affinato, vuoi per una certa paura nel non riuscire a bissare il successo del suo predecessore, ne Il commissario cade in trappola la componente giallistica è predominante rispetto alle altre caratteristiche, garantendo a Nesser la matematica certezza che il lettore rimarrà agganciato alla storia se non altro per vedere come andrà a finire. Qualcuno potrebbe dire che così è troppo facile, soprattutto chi rimane stregato non tanto dal whodunit ma dal potente e realistico universo che questo autore è riuscito a creare e costruire romanzo dopo romanzo. D’altra parte chi ha già letto opere come Confessioni di una squartatrice o Il commissario e il silenzio ha anche il diritto di poterla vedere così, ma a mio avviso non si può non considerare il fatto che i titoli sopracitati siano a tutti gli effetti opere mature, mentre qui ci troviamo di fronte a un semi-esordio, seppur pubblicato in Italia soltanto ora. E per essere quasi un esordio il bilancio può senza dubbio definirsi mediamente positivo.



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