Il concilio di pietra

Il concilio di pietra

Diane Thiberge, 29 anni e una vita consacrata al lavoro, si è finalmente decisa ad adottare un figlio. Il piccolo Lucien viene dalla Thailandia, ha vivaci occhi a mandorla e un sorriso gioioso. Diane ha sempre avuto paura del contatto con gli uomini, già dal suo primo approccio aveva compreso che c’era qualcosa che non andava. Si sentiva a disagio, oltre che disinteressata a tutto ciò che concernesse la carnalità, reputandola presto una componente della sua vita della quale avrebbe potuto fare tranquillamente a meno. Ha sempre preferito i suoi studi e il suo lavoro, nel quale si getta a capofitto e non senza soddisfazione. Dall’adozione di Lucien però, le cose inizieranno a cambiare radicalmente, e un grave incidente d’auto aprirà nuovi e inquietanti scenari su quella che sembrava un’esistenza serena e priva di sussulti…

Maestro nel saper saldare i palpiti del thriller tradizionale con una originale commistione tra scienza e paranormale, Jean-Christophè Grangé è autore collaudato e apprezzato, creatore di opere in grado di mantenere un tenore qualitativo sempre medio-alto. Non fa eccezione Il concilio di pietra, romanzo dalla trama vibrante e intricata, che pur affondando di tanto in tanto in qualche inverosimiglianza logica, mantiene intatto il suo magnetismo. La vicenda si snoda tra passato e presente, tra suggestioni magiche e testardaggine scientifica, tra Francia e Russia e vede come protagonista una madre desiderosa di comprendere cosa sia veramente accaduto a suo figlio e cosa si celi dietro alcuni inquietanti e apparentemente inspiegabili omicidi. Da questo libro fu tratto un film, L’eletto, che passò quasi inosservato.



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