Il console onorario

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Una cittadina mai nominata sulle rive del Paranà, presumibilmente in Argentina. Sono gli anni della dittatura militare. Fuori dal barrio la vita scorre tranquilla fra gente che lavora e piccole enclave di stranieri. Tre sono gli inglesi: il dottor Plarr – uno dei due medici della città, figlio di un inglese e di una paraguaiana – Humphries e il console onorario Charley Fortnum. L’uomo, non più giovane e piuttosto dedito all’alcool, si innamora di una giovanissima prostituta che incontra regolarmente al bordello, al punto di sposarla. Clara è una specie di bestiolina premurosa nelle descrizioni di Fortnum, una giovane alquanto furba nella visione degli altri, con cui il dottor Eduardo intrattiene una relazione sessuale che porterà anche ad una gravidanza della ragazza. Il console viene rapito per un errore di persona, i ribelli lo scambiano per l’ambasciatore e l’intento è di scambiarlo con una decina di prigionieri politici, fra cui c’è il padre del medico, rimasto in Paraguay e di cui non si è saputo più nulla. Inutilmente Plarr cerca di mediare, di spiegare che un console onorario non ha nessun valore per il governo, che nessun governo lo considererà mai merce di scambio, inutilmente cerca di far leva sul passato di vicinanza con i ribelli, inutilmente cerca di far chiarezza su quali siano i sentimenti che lo muovono a intercedere per la vita di Fortnum…

Nato in Inghilterra nel 1904, Graham Greene ha avuto una vita piuttosto vivace. Affetto da un bipolarismo che gli ha creato più di qualche problema, inizia la sua carriera dopo la laurea in storia come giornalista, conoscendo anche la futura moglie, che tradirà abbandonando la famiglia più volte ma restando sposato fino alla morte. Viene anche “arruolato” nel MI6, uno dei servizi segreti di Sua Maestà. Abbandona la professione di giornalista per cinque anni, dal ’30 al ’35, dedicandosi esclusivamente alla scrittura, salvo poi rientrare come critico cinematografico. Per i suoi romanzi grande ispirazione la trasse dai suoi viaggi e dalla passione politica. I suoi personaggi sono “tormentati”, anime in bilico fra un’onestà lealtà e le umane contraddizioni. Personaggi che ha inventato spesso prendendo spunto dalle persone che ha incontrato nel corso dei suoi viaggi. Ne Il console onorario – pubblicato la prima volta nel 1973 – non ci sono protagonisti e personaggi minori, ognuno è la precisa rappresentazione di un tipo d’uomo o di donna, ritratti precisi come fotografie, come cartelle cliniche di uno psicanalista. Ognuno di loro è costruito con le complessità e le contraddizioni che sono proprie dell’essere umano e ognuno affronta la situazione descritta alternando stati d’animo e azioni. Una storia complicata nella sua semplicità, un triangolo amoroso in cui forse nessuno ama davvero. La politica e il sociale che si intrecciano a vite apparentemente semplici sono lo spunto anche per evidenziare le differenze culturali fra il Sudamerica e l’Inghilterra. Non c’è pietà né redenzione nella scrittura pungente di Greene. Rileggendolo a distanza di oltre vent’anni, con la maturità che ovviamente è cambiata, ci si rende conto del perché alcuni autori diventino quello che viene definito classico. Dal romanzo nel 1983 è stato tratto un film di grande successo, diretto da John Mackenzie e interpretato da due magnifici Michael Caine e Richard Gere.



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