Il corpo estraneo

Il corpo estraneo
Danilo Dannoso, nipote di un misterioso zio senatore della Repubblica che ha “grandi progetti” da realizzare, attraversa con la sua valigetta dal contenuto misterioso tutta l’Italia. Danilo prende ordini da suo zio e svolge per lui degli affari che non ci è concesso sapere ma di cui possiamo facilmente immaginare la portata. È continuamente in fuga. In fuga da se stesso, in fuga attraverso ciò che resta della nostra penisola: l’Italia è ridotta a brandelli, corrotta, vilipesa, calpestata, è un corpo su cui continuare ad accanirsi per trarne ogni genere di vantaggio. Danilo è un erotomane con manie compulsive di pulizia, un uomo che gira in tondo e scende a compromessi, dorme con i vestiti addosso e sogna di poter partecipare ad un talk-show per poter confessare la verità che ha intuito ma che non ha il coraggio di ammettere a nessuno, neppure a se stesso. La fuga è quello che rimane, l’ultima carta da giocare per non cadere in trappola. E Danilo Dannoso fuggirà…
Marco Montanaro ha pubblicato Sono un ragazzo fortunato, una raccolta di racconti, e La passione. I suoi pezzi sono sparsi nella rete e in diverse antologie. Il corpo estraneo è un romanzo duro, aspro, dal retrogusto amaro. Il plot è molto complesso: c’è Danilo Dannoso con tutta la sua fragilità da una parte, ma c’è l’Italia dall’altra. La corruzione politica, i tic provinciali, il degrado morale e culturale fanno da sfondo al lungo viaggio, una sorta di discesa agli inferi, che compie il protagonista. Un esempio su tutti: il senatore è alla guida di una Fondazione che copre i suoi interessi privati (il che, in questo momento, potrebbe essere anche considerato un luogo comune) e un collaboratore fidato spiega a Danilo che «C’è chi sta per fare qualcosa, e chi sta per impedire che qualcosa accada. Adesso vogliono bloccare tuo zio e altri per arrivare più su, a bloccare il governo. È una cosa grossa, perché tuo zio voleva – vuole – fare cose grosse. Ma questo è stato un colpo, Danilo. Per questo dobbiamo stargli vicino. In fondo lo sa anche lui, che funziona così: se vuoi cambiare le cose, finisci per mettere i piedi nella merda, ma nessuno è pulito davvero, siamo tutti sporchi, dipende tutto da quanto di te riesci a salvare dalla merda, per uscirne pulito. Tuo zio è pulito. Ne uscirà pulito». La scrittura è frammentaria, avanza a scatti e diventa nervosa, tesa, confonde tra passato e presente, tra sogni e realtà, apre a mille storie parallele. Un romanzo intenso, che va gustato con calma, senza alcuna fretta, per perderci tra le sue bellissime – e allo stesso modo dolorosissime – pagine. 

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