Il correttore

Il correttore
Vladimir è seduto davanti a un vecchio tavolo di frassino australiano a correggere delle bozze, quelle de I Demoni di Dostoevskij per la precisione, e mentre scandaglia il testo alla ricerca di imperfezioni riflette sulle parole di Alekséj Kirillov: «La paura è la maledizione dell’uomo». Vlad fa colazione e si aggira per casa, è l’11 maggio 2004, sua moglie Zoe sta ancora dormendo quando nel silenzio della mattina insieme a una bella luce invernale entra in casa anche una notizia che fa ripartire gli orologi da zero: «Diversi treni sono saltati in aria». Nell’11 settembre che ha colpito la Spagna i demoni sono entrati realmente nella casa di Vladimir, questa volta senza possibilità di correzioni. Vladimir vive una lunga giornata sospesa tra normalità e orrore («Ridere? Di che cosa? Di che cosa cazzo ridono?»). Le telefonate si susseguono incalzanti così come in televisione incombono sempre più gravi le notizie dell’attentato, una cronaca che diventa esempio dell’arte della menzogna politica, uno show della corruzione delle parole. Due fili di comunicazione che scandiscono il ritmo di una riflessione insieme personale e politica, tra il conforto della voce chiara e precisa dei libri e i segreti nascosti nel proprio passato…
Un libro che si interroga sul rapporto tra comunicazione e realtà in una società che conosce  il male solo attraverso il filtro dalle televisioni, le stesse televisioni che rimandano discorsi fatti di parole decostruite per corrompere la realtà. E se la verità non trova più posto tra le parole della cronaca e della politica Vladimir/Salmòn ci fa inaspettatamente riscoprire il valore della letteratura come strumento di decodificazione della vita («Si può vivere senza leggere, è vero; ma si può anche vivere senza amare»), perché la letteratura si nutre di un linguaggio non legato all’urgenza del momento e che proprio per questo è carico di un’universalità che smaschera la menzogna e trascende il tempo. La verità è dunque nella letteratura ma la salvezza è infine riposta nell’amore, anche se imperfetto e lontano, ultima ancora di salvezza nel caos. Il correttore è una riflessione sul male non come entità astratta ma come una presenza fisica, concreta e incombente sulla vita di ognuno di noi. Ricardo Menéndez Salmón chiude infatti con questo romanzo la sua “trilogia sul male”, una trilogia ideale iniziata con L’offesa e proseguita con Derrumbe, romanzo non ancora pubblicato in Italia. Salmón è uno scrittore che si fa notare per la sua capacità di indagare senza banalità e con una scrittura pulita e fluida nelle grandi questioni della memoria e della morale.

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