Il cuore dell’uomo

Il cuore dell’uomo
Dove finiscono i sogni, dove comincia la realtà? I sogni vengono dall’interno, filtrano goccia a goccia dall’universo che ciascuno di noi si porta dentro, senza dubbio deformato, ma che cosa non lo è, che cosa non si trasforma, oggi ti amo, domani ti odio – chi non cambia mai mente al mondo. Il ragazzo resta a lungo disteso con gli occhi chiusi. Ignora se è giorno o notte, se è sveglio o dorme. Cosa è successo? Prima hanno perso Hjalti, il lavorante che li ha accompagnati dalla fattoria Nes; tutti e tre hanno trascinato la bara di Ásta per monti e brughiere. Poi il ragazzo e Jens sono finiti contro qualcosa di duro. Quanto tempo è trascorso? E dove si trova, adesso? Apre gli occhi, esitante, non sempre sai cosa ti aspetta al risveglio…
Raramente capita di leggere un romanzo che sia così tanto lirico, sia dal punto di vista della forma che da quello del contenuto. Il cuore dell'uomo riunisce in sé un gran numero di generi, tanto che si fa fatica a classificarlo in modo univoco, poiché una sola chiave di lettura per forza di cose ne esclude molte altre, tutte egualmente valide. Ciò che sorprende positivamente è la capacità di variare i registri linguistici, di amalgamare le voci e le sfumature di colore in base ai sentimenti, alle azioni e alle reazioni. È un romanzo di grande, potente e al tempo stesso delicatissimo impatto emotivo, lieve e mai banale, una storia di formazione e di fede. Nell'amore, nei sogni, nella speranza, nella bontà, nella bellezza e nella gioia, nonostante tutto.

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